Data ultima modifica: 1 Settembre 2020

Il presidente francese Emmanuel Macron si è detto pronto a ospitare a metà ottobre a Parigi una conferenza internazionale per aiutare il Libano. Lo ha annunciato lui stesso ai giornalisti nel corso di una visita a Beirut, sottolineando come le prossime sei settimane saranno cruciali per il Paese. ”E’ necessario continuare a mobilitare l’intera comunità internazionale”, ha dichiarato Macron ai rappresentanti delle Nazioni Unite e delle organizzazioni non governative locali incontrati sulla portaelicotteri Le Tonnerre al porto di Beirut. ”Sono pronto a riorganizzare, forse verso la metà di ottobre, una conferenza per il sostegno internazionale con le Nazioni Unite”, ha aggiunto. Macron è arrivato questa mattina in Libano, dove ha celebrato il centenario del Paese piantando un albero di cedro, emblema del Paese devastato da una grave crisi economica. Macron è quindi tornato sul luogo dell’esplosione avvenuta lo scorso 4 agosto al porto di Beirut e che aveva già visitato due giorni dopo l’incidente. ”E’ una situazione molto difficile”, ha dichiarato Macron citato dal quotidiano Nidaa al-Watan e sottolineando la necessità che un governo “produttivo” sia in grado di mettere in atto le riforme necessarie al Libano. Successivamente incontrerà il presidente libanese Michel Aoun e il nuovo primo ministro incaricato Mustapha Adib. ”Un governo deve essere formato velocemente, la corruzione va combattuta, il sistema dell’elettricità riformato e il sistema bancario va riformato”, ha dichiarato Macron, spiegando di aver proposto ”un meccanismo di follow-up per i prossimi mesi, perché non stanzieremo i fondi Cedre fino a quando non verranno messe in atto le riforme”. Citato dall’emittente Mtv, Macron ha detto di ”non essere indulgente con la classe politica del Libano e non posso presentarmi come alternativa ad essa. Le elezioni sono lo spazio attraverso il quale il popolo esprimerà la propria rabbia e dovrà scegliere nuovi funzionari”. ”Abbiamo fornito assistenza alle scuole e aiuti alimentari ai libanesi. Il Paese era in crisi già prima dell’esplosione. C’è la necessità di formare un governo e un primo ministro è stato designato ieri”, ha aggiunto.  

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