Data ultima modifica: 22 Maggio 2020

La missione delle Nazioni Unite in Libia, l’Unsmil, ha esortato ”tutte le parti” coinvolte ”ad astenersi dall’escalation militare e a ricorrere a mezzi pacifici” per risolvere la crisi in corso. Affermando che sta seguendo con ”grande preoccupazione gli sviluppi militari e la mobilitazione attorno alla città di Tarhouna”, su Twitter l’Unsmil ha ”ricordato a tutte le parti coinvolte i loro obblighi rispetto al diritto umanitario internazionale e ha messo in guardia contro qualsiasi attacco contro i civili, punizioni extra giudiziarie, saccheggi, rapine e incendi di proprietà pubbliche e private”. Intanto l”autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), guidato dal generale Khalifa Haftar, ha annunciato il “ripristino di quattro caccia”. “Abbiamo appena testato i nostri jet recentemente ripristinati in loco – ha twittato nelle scorse ore il portavoce dell’Lna, Ahmed Al-Mismari – I quattro caccia sono pronti per essere usati a pieno”. “Il nostro personale è riuscito a ripristinare quattro vecchi caccia – ha detto lo stesso portavoce in dichiarazioni riportate da Libya Review – D’ora in poi saranno parte cruciale delle nostre operazioni militari”. Le parole di Al-Mismari arrivano dopo le notizie diffuse da Tripoli secondo cui almeno otto caccia russi sono stati dispiegati in Libia – trasferiti da una base russa in Siria – a sostegno delle forze di Haftar, che dall’aprile dello scorso anno punta alla capitale. Ieri le forze al comando del generale hanno minacciato l’avvio di una “campagna aerea”, la “più vasta nella storia della Libia”, anche contro obiettivi della Turchia nel Paese.  

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