Data ultima modifica: 20 Ottobre 2021

La super zanzara coreana resistente al freddo è ancora “un mistero” e non si sa con certezza quali siano i potenziali rischi per l’uomo dalla diffusione di questa specie, “di cui esistono oggi pochissimi studi”. Paolo Gabrieli, zoologo, tra i ricercatori del Dipartimento di bioscienze dell’Università Statale di Milano che ha condotto la ricerca sulla ‘Aedes koreicus’, mette insieme alcuni punti incontrovertibili degli studi fatti finora sull’insetto. “Sappiamo che punge l’uomo, ma non sappiamo se punga anche gli animali o quale sia la sua preferenza”, spiega all’Adnkronos. E questo non è un dettaglio da poco per capire la sua capacità di trasmettere virus o agenti patogeni. “Non saperlo è un problema perché gli animali trasportano patogeni e questo comporta grossi rischi. Basta pensare al virus della Febbre del Nilo, che circola negli uccelli migratori e passa all’uomo tramite le punture di zanzare”.  Al momento il suo ambiente privilegiato sembra essere la montagna: i ricercatori hanno trovato larve di questa zanzara lungo tutto l’arco alpino, ma anche nella zona di Bergamo e Brescia. “Non abbiamo idea di quale sia il potenziale rischio della sua presenza. Può essere – ribadisce – innocua o può essere rischiosa. Per ora sappiamo, ad esempio, che è capace di trasmettere le filarie, note per colpire i cani. Questo già pone un problema di tipo veterinario”. E, ancora, “potenzialmente sappiamo che può trasmettere il virus Chikungunya o il virus dell’encefalite giapponese. La nostra intenzione è approfondire questi aspetti e la capacità di trasmettere virus”.  Poi non è detto che sia arrivata in Lombardia con il via vai dei voli internazionali. “E’ difficile dire come possa essere arrivata in Italia. E’ vero che con i movimenti di merci e di persone si importano nuove specie, ma la zanzara coreana è stata descritta anni fa a Belluno”. Quindi, una delle ipotesi è che la ‘colonia’ di Bergamo e Brescia sia derivata dalla popolazione che già c’era in Veneto. Oppure, essendo vicina a un hub come Orio al Serio, “può essere stata introdotta da lì ma è una delle ipotesi in campo, mancano dati genetici”. Simile alla coreana è la zanzara giapponese: “Entrambe si stanno diffondendo insieme nel Nord Italia, anche se la giapponese con numeri minori e più a bassa quota”. La differenza con la zanzara tigre è il ciclo di vita più lungo: “Le coreane le troviamo da marzo fino al tardo autunno, le ‘tigri’ vivono d’estate, soprattutto in pianura”. Diversamente dalla tigre, a cui comunque somiglia, la zanzara coreana “è un po’ più grande, è di colore marrone e ha un disegno sul torace. Al microscopio si distinguono facilmente”.  

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