Data ultima modifica: 25 Gennaio 2021

Caso Lombardia: chi ha sbagliato sui dati che l’hanno fatta finire in zona rossa per rischio Covid? “Non si può dire che l’errore sia partito da qui – afferma il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervistato a ’24Mattino’ su Radio 24 – Non siamo noi che diamo i numeri di positivi, sintomatici e quant’altro, i numeri ce li ha la Regione”.  “I dati vengono dalle Regioni – ricorda Sileri – E’ la Regione che li comunica al ministero. Il ministero e l’Istituto superiore di sanità li analizzano e, in base ai parametri, danno il famoso ‘colore’. I dati non li producono ministero e Iss, i dati arrivano a noi”, ribadisce il viceministro. “Errori sono sempre possibili – precisa – Non c’è nulla di male nel fare degli errori, l’importante è riconoscerli e correggerli”.  Ancora, i dati “l’importante è verificarli, è che vi sia un doppio check, un triplo check se necessario, e correggerli in itinere e prontamente”, sottolinea Sileri che aggiunge: “Sono polemiche che non fanno bene né a chi le fa né soprattutto ai cittadini lombardi”. 
VACCINI – “Voglio sperare che questi 400mila” italiani che risultano già vaccinati contro Covid-19 senza essere operatori sanitari “siano personale che lavora nelle strutture ospedaliere e nelle Rsa, quindi personale a rischio – dice Sileri – Sono flussi di dati delle Regioni, che devono essere verificati. Voglio sperare che non siano i cosiddetti ‘imbucati’ che purtroppo abbiamo visto ampiamente in servizi televisivi e sui giornali. Questo sarebbe estremamente grave. E laddove sia accaduto, intervengano le autorità giudiziarie”.  
OVER 80 – Sileri fa il punto sulle vaccinazioni. In questa prima fase di vaccinazioni anti-Covid, in Italia “sono 110mila gli anziani over 80 vaccinati: un numero che è una goccia nel mare, al momento”, considerando che la popolazione ultra 80enne è di “4 milioni e mezzo” spiega il viceministro della Salute, e ribadisce: “La vaccinazione di larga massa per gli anziani secondo me slitta di 4 settimane”, a causa dei ritardi nella consegna di dosi Pfizer/BioNTech e dei problemi già preannunciati da AstraZeneca.  “Se guardiamo al numero di dosi somministrate – aggiunge Sileri – siamo a quasi 1 milione e 400mila. Dobbiamo ancora fare la seconda dose a tutto il personale sanitario, e per completare questo milione e 400mila ci troveremo a 21 giorni da oggi: siamo arrivati a fine febbraio. I soggetti anziani sopra gli 80 anni sono 4 milioni e mezzo, quindi anche proseguendo come abbiamo fatto finora e aggiungendo le dosi di Moderna, per vaccinare 4,5 milioni di anziani su larga scala arriveremo a marzo”.  Il viceministro insiste sull’importanza dei richiami: “Sarà che faccio il medico, ma io per vaccinazione intendo avere completato le 2 dosi – precisa – Se ne fai solo una è come non averla fatta, al di là di quello che viene detto” e cioè “che magari hai un’immunità minore” che però esiste. “Ma è un rischio che io non prenderei perché va fuori dai trial”, da quanto previsto negli studi sui quali si è basata l’autorizzazione dei vaccini ad oggi approvati: “Dopo la seconda dose hai l’immunità, con una è come non avere protetto”. 
PFIZER – “Se questo blocco della produzione, dell’arrivo” di dosi “o quant’altro dovesse estendersi per più di 2-3 settimane, inizia a essere molto grave in termini di continuità vaccinale soprattutto per le seconde dosi”. E sarebbe “un problema ampio non solo per l’Italia, ma per l’intera Comunità europea” sottolinea il viceministro della Salute sul ritardo nella consegna dei vaccini anti-Covid di Pfizer/BioNTech. “Credo che il problema nelle prossime ore sarà completamente superato”, ritiene comunque Sileri. “La stessa Pfizer – sottolinea infatti il viceministro – ha dichiarato che già dal 1 febbraio si tornerà a normalità e poi vi sarà anche un recupero delle dosi mancanti”.  

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