Data ultima modifica: 17 Agosto 2020

Alexander Lukashenko apre a nuove elezioni presidenziali, come chiesto dagli oppositori scesi in piazza ogni giorno dopo le elezioni dello scorso nove agosto, ma solo dopo l’adozione di una nuova Costituzione, un passo di cui aveva parlato già nei mesi scorsi.  Solo questa mattina, di fronte agli operai della fabbrica Mzkt, aveva detto: “Fino a che non mi fate fuori, non ci saranno altre elezioni”. “Abbiamo bisogno di una nuova Costituzione. Bisogna adottarla con un referendum e con questa nuova Costituzione, se volete, si potranno tenere sia elezioni legislative che presidenziali, e anche elezioni locali”, ha dichiarato poi Lukashenko, citato nel pomeriggio da Belarus-24.  Tikhanovskaya: “Pronta a fare da leader” “Rassegna le dimissioni”, “Bugiardo”, “Vattene”. Questi alcuni degli slogan urlati dagli operai (un gruppo fra l’altro selezionato dalla dirigenza) della fabbrica di camion militari Mzkt di fronte ai quali Lukashenko ha parlato questa mattina. I fischi e gli improperi sono udibili nei video che sono stati ripresi dai telefonini e diffusi sui social dopo quello che avrebbe dovuto essere per Lukashenko una dimostrazione di forza dopo giorni di proteste e l’imponente manifestazione di ieri contro di lui.  Intanto, il presidente americano Donald Trump ha detto che segue la crisi in Bielorussia “da molto vicino”. Gli Stati Uniti avevano già chiesto il rispetto delle libertà dei manifestanti e sollecitato il regime ad aprire un dialogo con la società civile.  

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]