Data ultima modifica: 7 Febbraio 2022

(Adnkronos) –

La mia leadership nel M5S si basa sulla profonda condivisione di principi e valori. È il legame politico, prima che giuridico, quindi non dipende dalle carte bollate. E lo dico consapevole di essere anche un avvocato”. Così Giuseppe Conte, commentando con i cronisti l’ordinanza del Tribunale di Napoli che ha sospeso, in via cautelativa, il nuovo statuto del M5S e la nomina di Giuseppe Conte a presidente. Poi, ospite di ‘Otto e mezzo’ su La7, osserva che “c’è un piano politico-sostanziale e uno giuridico-formale, che segna questa sospensione. Sospensione a cui si risponde con un bagno di democrazia. Erano già in programma delle modifiche dello statuto, si aggiungerà una ratifica da parte di tutti gli iscritti, anche quelli da meno di sei mesi, senza aspettare i tempi di un giudizio processuale. Curioso che si era sempre votato così, con il vecchio statuto, e ora viene impedita questa cosa”. “Quando arrivai io, al Movimento – spiega – chiesi solo una cosa: di risolvere il problema Casaleggio, un problema che andava avanti da tempo e di cui, alla fine, mi sono dovuto occupare anche io ma penso che il rapporto fosse ormai compromesso. Ma questo provvedimento non c’entra nulla con Rousseau”. 

Si procederà a una nuova votazione secondo le indicazioni del giudice di Napoli”, dice ai cronisti Vito Crimi, lasciando l’abitazione di Conte. “La nostra comunità mi sembra che si sia espressa in maniera molto chiara sul presidente Conte. Non credo che sia il problema dei nuovi iscritti, dei sei mesi, che possa far cambiare il risultato”, commenta l’ex reggente M5S. 
L’avvocato Francesco Astone, che sta seguendo, per i vertici del Movimento e dunque del leader Giuseppe Conte, il caso di Napoli, spiega all’Adnkronos: “Torneremo a Napoli il primo marzo e chiederemo al giudice di merito di pronunciarsi. Tra 20 giorni siamo lì e naturalmente pensiamo, crediamo fermamente, che il ricorso” che ha portato alla sospensione delle due delibere “verrà respinto”. “La ragione che ha portato alla sospensione” delle due delibere, dunque anche della guida di Conte da leader del Movimento, “è una ragione tecnica che non afferisce al risultato: il risultato è rimasto lo stesso. Anche se gli esclusi” perché iscritti da meno di sei mesi “avessero votato, il risultato non sarebbe cambiato”, decretando, a detta di Astone, l’incoronazione di Conte a presidente. “Siamo pertanto convinti che Conte sarà riconfermato”, dice l’avvocato guardando all’assemblea che verrà convocata nei prossimi giorni. “In qualsiasi associazione – rimarca inoltre – c’è una regola che prevede la non immissione degli iscritti da meno di sei mesi, per evitare dei falsi risultati delle votazioni e i rischi cordata. Il Movimento, anche in passato, si è avvalso di questa regola, consentendo sempre il voto agli iscritti da oltre 6 mesi, la regola che ci è stata contestata è dunque conforme alla prassi del M5S”.  
LA NOTA M5S – In una nota del M5S si legge: “Il Tribunale di Napoli, che in prima istanza aveva respinto il ricorso cautelare per la sospensione delle delibere dell’agosto 2021 di approvazione del nuovo statuto e di elezione del Presidente, ha accolto in seconda istanza il suddetto ricorso. Nonostante le varie eccezioni sollevate, riguardanti anche l’incompetenza territoriale Foro di Napoli, il Tribunale ha accolto il ricorso fornendo una specifica interpretazione del vecchio statuto secondo cui avrebbero avuto diritto di partecipare al voto anche gli iscritti da meno di sei mesi. L’interpretazione fornita dal Tribunale di reclamo, peraltro, contrasta la prassi consolidata nelle votazioni seguite dal Movimento e un indirizzo che mirava a scongiurare che la comunità fosse infiltrata da cordate organizzate ad hoc al fine di alterare le singole votazioni, complice anche la gratuità e semplificazione dell’iscrizione”.  “Va chiarito, in particolare, che il provvedimento del Tribunale di Napoli non ha accertato l’invalidità delle delibere adottate, ma dispone, in via meramente provvisoria, la sola “sospensione” delle suddette delibere. Il Movimento aveva già in programma, proprio in questi giorni, la convocazione di un’assemblea per sottoporre al voto degli iscritti alcune modifiche statutarie in adesione ai rilievi della Commissione di garanzia per gli statuti e la trasparenza dei partiti politici. Sarà questa l’occasione per proporre agli iscritti – anche con meno di sei mesi di anzianità – la ratifica delle delibere sospese in via provvisoria”, conclude la nota. 
L’AVVOCATO DEGLI ATTIVISTI – Ma secondo Lorenzo Borrè, l’avvocato degli attivisti che hanno presentato il ricorso a Napoli contro il nuovo statuto del Movimento 5 Stelle e contro l’elezione di Giuseppe Conte alla guida del M5S, “Conte persevera nell’errore, e Conrad ne ‘i duellanti’ ricorda che in battaglia non ci si deve mai trincerare dietro un errore. Il collega attualmente non ha più poteri decisionali e non può dettare soluzioni, almeno non con maggiori facoltà di un qualsiasi altro associato. Ma soprattutto non può prescindere dai paletti procedurali dello statuto nella versione ante agostana. Mi sorprende poi il richiamo ad una pretesa prassi contrastante con la lettera dello statuto, come se un eventuale errore ne legittimasse uno successivo analogo” dice all’Adnkronos. “Quanto alla pretesa incompetenza del Tribunale di Napoli ad emanare il provvedimento cautelare – incalza Borrè – mi sorprende che si insista su un assunto che non trova sostegno né nell’art. 669 quater del codice di procedura né nell’ultraventennale giurisprudenza in materia di competenza territoriale. Non capisco poi la puntualizzazione, non credo proprio che un diverso Tribunale avrebbe potuto decidere diversamente. Conte si confronti sulle questioni sostanziali che hanno portato alla sospensione dell’efficacia”. Quanto a Crimi “non ha più potere, chi afferma il contrario non conosce bene lo statuto, né probabilmente il codice civile” afferma l’avvocato degli attivisti. Per Borrè l’unica strada percorribile resta quella del comitato direttivo, indicata dagli Stati generali del Movimento, votata sulla piattaforma Rousseau e poi sconfessata dal neo statuto. A sbrogliare la matassa dovrà essere Beppe Grillo, l’unico che può fare qualcosa per uscire dalla palude. “Il Movimento è decapitato – dice infatti Borrè – senza nessun uomo al comando. L’unica cosa che possono fare ora la può fare Beppe Grillo: indire le votazioni del comitato direttivo del M5S, come fece lo scorso 29 giugno. E ripartire da lì. Solo dopo aver votato il nuovo comitato direttivo, si possono eleggere i nuovi membri del comitato di garanzia, i probiviri, ecc.. Qualsiasi altra decisione può essere facilmente impugnata. Insomma, la parola al popolo pentastellato”. 
ASSOCIAZIONE ROUSSEAU – Un post sul blog delle stelle che suona come un ‘ve l’avevamo detto’. L’associazione Rousseau, dopo l’ordinanza del Tribunale di Napoli, sembra togliersi un sassolino dalla scarpa e indicare la rotta. Che riporta a Rousseau. “Come molti ricorderanno, per mesi abbiamo sollecitato i dirigenti che si erano autoproclamati tali a capo del MoVimento a seguire la legge e ad adempiere alle decisioni degli iscritti del MoVimento durante gli Stati generali ossia a procedere a un voto su Rousseau per definire la governance del MoVimento 5 Stelle composta da un organo a 5 componenti chiamato Comitato direttivo in sostituzione della figura del Capo politico. Anche il Garante Beppe Grillo ribadì in due comunicazioni pubbliche – “Una bozza e via” pubblicata il 29 giugno e una comunicazione il giorno successivo – la necessità di votare, nel rispetto dello Statuto del MoVimento 5 Stelle, il Comitato direttivo su Rousseau”.  “Purtroppo quello che accadde successivamente è cosa nota a tutti: gli autoproclamatosi dirigenti del MoVimento 5 stelle decisero, invece, di proseguire la loro azione in violazione delle regole associative e delle decisioni degli iscritti e avviarono le votazioni su Sky Vote che oggi sono state di fatto invalidate accogliendo il ricorso proposto da diversi attivisti del MoVimento 5 Stelle in tutta Italia. In più occasioni abbiamo evidenziato quanto la gestione delle votazioni e della comunità degli iscritti richiedesse un livello di attenzione e professionalità che non possono essere improvvisati con modelli di gestione, invece, approssimativi e dilettantistici così come, invece, avvenuto. In un post del primo giugno 2021 Davide Casaleggio consigliava al MoVimento 5 Stelle di operare nel pieno rispetto delle regole avvertendo: ‘Gli scogli sono vicini. Ripeto. Gli scogli sono vicini’. E oggi il MoVimento è tristemente andato a sbattere su quegli scogli e sarà costretto ad effettuare nuove votazioni indette dal Garante Beppe Grillo – unico organo in grado oggi di convocare gli iscritti – per individuare un guida collegiale al posto del decaduto presidente e capo politico Giuseppe Conte e dovrà farlo, questa volta, nel rispetto delle regole e delle modalità previste dal precedente Statuto e che da ora è di nuovo in vigore”, conclude l’associazione Rousseau. 

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