Data ultima modifica: 11 Ottobre 2020

”Non ho problemi ad avallare una guida collegiale, ma questo viene dopo la costruzione di un agenda politica da qui al 2030 che ricostruisca una comunità viene dopo la regola dei due mandati. Così Alessandro Di Battista parla a un incontro con alcuni attivisti di Roma. ”Un programma è fondamentale per dire al cittadino vogliamo fare questo”. Secondo Di Battista nel Movimento ”c’è’ una diatriba interna tra chi vorrebbe proseguire a tempo indeterminato una propria carriera politica e chi, invece, combatte contro questo progetto: per questo vengo detestato da alcune persone nel Movimento 5 Stelle, perché sarei un baluardo”.  L’eponente dei grillini sottolinea, dunque, di non avere ”nessun problema a cambiare la figura del capo politico con una guida collegiale anche se so che una parte del Movimento lo fa non per convinzione, ma per timore che io possa fare il capo politico”.  E quanto alla ”narrazione della spaccatura tra governisti e persone che vorrebbero tornare all’opposizione è molto falsa. Soprattutto per quello che riguarda la mia persona. Io -sottolinea- vorrei sempre il M5s al governo e lo vorrei ancora di più in un momento in cui arriveranno i fondi del Recovery Fund dall’Europa”.  ”Quello che io dico è quello che penso. Non c’è scritto da nessuna parte che debba proseguire a mia carriera politica; tutto quello che dico e faccio lo faccio per il bene e la prosecuzione del M5s”. ”Le persone non votano più 5 Stelle per una serie di dinamiche giuste o sbagliate che siano. La principale, a torto o a ragione è che ritengono che non siano state rispettate le promesse”.    

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