Data ultima modifica: 17 Agosto 2020

di Antonio Atte Il M5S si trova a fronteggiare, per la prima volta nella sua storia, un presunto caso di ‘restituzione’ delle restituzioni. La vicenda – che sta creando scompiglio tra attivisti e ‘portavoce’ liguri e rischia di creare un precedente non da poco – riguarda la consigliera regionale ed ex esponente del Movimento 5 Stelle Alice Salvatore, candidata attualmente con una sua lista (‘Il Buonsenso’) alla presidenza della Regione Liguria.  Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti pentastellate genovesi, a gennaio – quando Salvatore era ancora la candidata designata dal M5S alla Regione – dal fondo delle restituzioni gestito dai consiglieri regionali M5S sarebbe partito un bonifico di circa 10mila euro verso un Comitato presieduto da Salvatore e Marco De Ferrari, altro consigliere ligure che poi seguirà la Salvatore dopo la rottura con i 5 Stelle. Ad aprile, riferiscono le stesse fonti, sarebbe partito un altro bonifico (questa volta di 38.480 euro) verso un altro conto, intestato sempre a Salvatore. A chi le chiede spiegazioni, Salvatore risponde con una dichiarazione scritta, affermando di aver ricevuto indicazioni da parte dello staff di tirendiconto.it (il sito che gestisce le rendicontazioni grilline). A maggio Salvatore, complice l’accordo siglato tra M5S e Pd per le regionali, decide di lasciare il Movimento e di correre con una sua lista. Il caso fa insorgere attivisti ed eletti locali: “Perché le è stato consentito di riprendersi i soldi? Cosa accadrebbe se tutti i fuoriusciti decidessero di fare altrettanto? E’ un precedente pericoloso”, i messaggi che rimbalzano nelle chat liguri e nazionali negli ultimi giorni. Interpellata dall’Adnkronos, Salvatore fornisce la sua versione dei fatti e promette querele. “Quei soldi non li abbiamo richiesti”, spiega, “ci è stato detto di usarli come M5S. Sono rimborsi per tutte le spese fatte negli anni su tutto il territorio ligure, a cui né i colleghi regionali né i parlamentari liguri avevano partecipato. Siccome dal gennaio 2017 il M5S aveva deciso che tutti i consiglieri regionali avrebbero potuto trattenere per sé una quota più alta di quanto io e il collega Marco De Ferrari trattenevamo ad uso personale, per nostra scelta, ci è stato detto di utilizzare l’eccedenza relativa a quelle annualità per spese politiche, poiché guardando il tirendiconto.it si erano accorti che io e il collega Marco De Ferrari avevamo restituito oltre il 60% delle donazioni complessive di tutto il gruppo pur essendo i consiglieri regionali sei”.  L’ex esponente grillina lancia poi una frecciatina agli ex colleghi: “Bisognerebbe anche chiedere loro come mai il consigliere Tosi spenda oltre mille euro in rimborsi chilometrici al mese con un coefficiente Aci da 0,35 euro al chilometro, o perché Melis non versi la quota di 300 euro a Rousseau” e “come mai abbiano restituito così poco negli anni, dato che in tutta evidenza la loro attività politica è stata minore e mai distribuita su tutto il territorio regionale rispetto a quanto abbiamo sempre fatto io e il collega De Ferrari. Anche queste cose che noi abbiamo vissuto nel tempo”, rimarca Salvatore, “ci hanno portato ad abbandonare un Movimento di furbetti”. Insomma, nel M5S ligure volano stracci e, mentre la sfida delle regionali di settembre entra nel vivo, l’impressione è che la resa dei conti tra grillini ed ex non sia finita qui.  

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