Data ultima modifica: 6 Novembre 2020

(di Andreana d’Aquino)  In arrivo con la manovra del Governo fondi per completare le carte geologiche dell’Italia, strumenti strategici per la governance dei rischi sismico, idrogeologico e vulcanico in un Paese come il nostro ad alto tasso di vulnerabilità sismica, idrogeologica e vulcanica. “Dopo 20 di immobilismo sulla materia, si è proceduto a inserire dei fondi nella legge di bilancio, ma vanno resi strutturali” ha annunciato il il ministro dell’Università e Ricerca, Gaetano Manfredi, che ha riaperto l’annoso dossier intervenendo alla videoconferenza “Cartografia geologica: stato di avanzamento e prospettive future”. Da ingegnere sismico, Manfredi ha sottolineato come “il completamento delle carte geologiche” debba “rappresentare una priorità per il Paese, quindi va previsto un finanziamento che sia continuativo e non sporadico o legato all’emozione suscitata da un evento catastrofico”. “Conosco bene il valore delle carte geologiche: la conoscenza dell’ambiente -ha indicato il titolare del Mur- è fondamentale per realizzare le grandi infrastrutture, ma anche per attuare e gestire la transizione ambientale. Per programmare le attività è però necessario un progetto a lungo termine che coinvolga tutta la comunità scientifica: università, enti pubblici di ricerca, professionisti”.  La conferenza è stata l’occasione per discutere del progetto Carg per la realizzazione della cartografia geologica d’Italia. Si tratta di uno strumento conoscitivo ritenuto dagli esperti indispensabile per una corretta pianificazione e gestione del territorio, fondamentale per prevenire, ridurre e mitigare i rischi idrogeologico, sismico e vulcanico. “L’Italia -ha sottolineato ancora il ministro Manfredi- è il Paese con più rischi al mondo ma anche quello con più tradizione scientifica, ma non bastano i grandi esperti, i grandi laboratori: la popolazione deve essere più consapevole, educata alla complessità, perché le grandi sfide del futuro non le vincono gli scienziati ma le popolazioni”. Manfredi ha infine delineato una sorta di orizzonte anche sulla formazione in Italia per gestire le catastrofi naturali. “I dati sulle immatricolazioni universitarie sono complessivamente positivi, ma ad esempio nel campo geologico sono ancora modesti. Bisogna lavorare -ha rilevato il ministro- per far crescere certi numeri, perché anche la pandemia ci sta indicando che la ricerca è la via maestra”. 

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