Data ultima modifica: 7 Febbraio 2021

“Non governo con Pd e 5 Stelle. È una promessa fatta a tutti gli italiani che ci sostengono e una regola che vale pure se il premier è Mario Draghi: del resto, da persona seria qual è, non ha cercato minimamente di convincermi. Si è messo all’ascolto. Atteggiamento garbato e apprezzabile: il punto, però, è che non abbiamo avuto ancora modo di capire bene che cosa intenda fare lui. E purtroppo sappiamo perfettamente che cosa hanno già fatto le forze della precedente maggioranza, candidata oggi a governare con lui”. Ad affermarlo, in un’intervista a ‘Libero’, è la leader di Fdi Giorgia Meloni. “Perché se il Covid è stata una catastrofe imprevedibile, ciò che avrebbero fatto i governi Conte – e la versione bis in particolar modo – era annunciato a caratteri cubitali. Siamo arrivati qui solo per questo motivo: per l’incapacità strutturale di Conte, Pd, 5 Stelle e Renzi di affrontare l’ordinario, figuriamoci lo straordinario. Il tutto, oggi come ieri, è espressione di questo Parlamento ridotto al grado Ciampolillo: lo stesso, piaccia o no, con cui dovrà interfacciarsi quotidianamente Mario Draghi”, sottolinea Meloni. “Il livello del premier incaricato – aggiunge Meloni – è fuori discussione. Ma, forse stavolta a qualcuno non farà comodo, siamo una Repubblica parlamentare ed è in Aula che le proposte, anche le più ambiziose e condivise, devono passare. Per questo mi auguro che emerga presto e con chiarezza, prima possibile, la sua agenda. Perché fatico a immaginare che si possa fare sintesi fra la flat tax e la patrimoniale, fra gli investimenti per le infrastrutture e i sussidi a pioggia su cui si è retto il ‘patto’ fra i giallo-fucsia”. Quanto agli alleati, “ci possono essere una serie di motivi per i quali Matteo Salvini e la Lega hanno reputato più vantaggioso sostenere Mario Draghi che non porsi con noi all’opposizione, come sarebbe più naturale e probabilmente più affine al loro elettorato. Non entro nelle loro dinamiche perché la caratteristica di FdI è sempre stata quella di non fare tatticismi ed essere molto chiara sul no a ogni forma di inciucio”.  “I numeri in Parlamento – sottolinea Meloni – li ha il centrosinistra. C’è una ragione per la quale il centrodestra non sta governando in questa legislatura e l’hanno governata, nell’ultimo anno e mezzo, Pd e 5 Stelle: hanno la maggioranza. Che FdI entri o meno nel governo, vinceranno sempre loro. Indovinate soprattutto dove? Sulle questioni dirimenti, come l’immigrazione. Lì il governo dirà: ‘Mi rimetto all’Aula’. E chi vincerà? Pd e M5s. Stare all’opposizione, invece, costringe il governo a mediare. Per questo è molto più significativo e utile alle idee del centrodestra che FdI stia fuori. A maggior ragione, aggiungo, se è vero che Mario Draghi ha il 70% di gradimento da parte degli italiani. Che facciamo con il restante 30%? È giusto che trovino una rappresentanza in Parlamento o sono tutti extraparlamentari? A mio avviso credo che sia doveroso dare rappresentanza a quella parte di cittadini, non solo di centrodestra, che non sarà d’accordo con tutte queste forzature”. Le scelte dei partiti, aggiunge la leader di Fdi, “sono sempre sovrane e libere. Quella di Silvio Berlusconi è una posizione già ampiamente prevedibile e da tempo prefigurata. Perché il centrodestra esista è necessario allora che qualcuno presidi il campo rifiutando di mescolarsi con la sinistra, ed è quello che faremo noi. Quando questa esperienza finirà, gli alleati troveranno chi ha continuato a lavorare per assicurare agli italiani quel governo autorevole che chiedono i loro stessi elettori”. 

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