Data ultima modifica: 9 Dicembre 2020

Mes e Recovery Plan, fibrillazioni nella maggioranza. Se sul primo punto è stata raggiunta un’intesa in merito alla risoluzione da votare oggi in Aula, secondo quanto si è appreso da fonti della maggioranza, sul secondo nodo c’è invece un braccio di ferro ed è alta la tensione nel governo, con Italia Viva contraria alla cabina di regia proposta dal premier Giuseppe Conte. Il Cdm che avrebbe dovuto tenersi ieri è stato rinviato.  MES – L’incontro dei capigruppo sul Mes, secondo quanto viene riferito da fonti di Italia Viva, sarebbe stato caratterizzato da una accesa discussione tra M5S e Pd. I capigruppo di Italia Viva firmeranno la risoluzione di maggioranza solo dopo aver ascoltato le comunicazioni del presidente del Consiglio oggi in Aula. Questo, apprende l’Adnkronos, l’orientamento che trapela dal partito di Matteo Renzi. Di Maio si è detto soddisfatto per l’intesa raggiunta in maggioranza. “Ha prevalso il senso di responsabilità, come avevamo auspicato – ha detto – Nel M5S ci sono anime diverse ma prevale sempre il senso di responsabilità”. Ma nel Movimento Cinque Stelle c’è chi non voterà a favore della risoluzione di maggioranza. Le comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre si terranno questa mattina alle 9 alla Camera e nel pomeriggio alle 16 al Senato. Mes, intesa dei capigruppo: la bozza della risoluzione  RECOVERY PLAN – La netta opposizione di Italia Viva alla cabina di regia per gestire i soldi del Recovery Fund è stata ribadita ieri da Matteo Renzi. Sulle determinazioni contenute nel decreto sul Recovery Fund ci può essere la rottura di Iv con il governo Conte? “Spero proprio di no ma temo di sì – ha detto il leader di Iv al Tg2 Rai – perché insistere su una misura che sostituisce il governo con una task force, la seduta del Parlamento con una diretta Facebook e che, addirittura, pretende di sostituire i Servizi segreti con una fondazione privata voluta dal premier, è una follia. Noi abbiamo mandato a casa Salvini per non dargli i pieni poteri, ma non è che i pieni poteri li diamo a Conte”. Per Renzi, il decreto di attuazione del Recovery Fund “pensa alla moltiplicazione delle poltrone ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi alle persone che soffrono. Se le cose rimangono come sono, noi di Iv voteremo contro. Per noi un’ideale vale più di una poltrona”.  “Non abbiamo nessuna voglia di far cadere il governo. Semplicemente, un governo è fatto da una maggioranza politica che decide insieme e porta avanti un progetto condiviso” ha detto a ‘Un giorno da pecora’ Ettore Rosato, presidente di Italia Viva. “Non possiamo sempre leggere sui giornali le cose che si vogliono fare. E’ una questione di contenuto, poi c’è anche il principio. Il contenuto è assolutamente inaccettabile”, ha scandito, ovvero “l’idea che invece dei ministri, appena definiti i più bravi del mondo, mettiamo 6 manager con 300 burocrati a gestire la ricostruzione, la più grande partita di risorse pubbliche dopo il Piano Marshall”. “Pensiamo che non si possa decidere come utilizzare risorse così importanti in un salotto senza che nessuno sappia niente”, ha insistito il vicepresidente della Camera.  Ma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, capo delegazione del M5S nel governo, ha assicurato che “il confronto sul Recovery Plan e la sua governance non è mancato e non mancherà”.  

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