Data ultima modifica: 17 Marzo 2021

Matteo Salvini contro la capitana della Sea Watch Carola Rackete, tra le prime firmatarie di un appello internazionale in solidarietà con Mediterranea Saving Humans lanciato questa mattina. “Ecco, ci mancava – scrive su Facebook il leader della Lega -. Ong indagate con l’accusa di aver ricevuto denaro per il trasbordo di immigrati, l’irriducibile signora Carola adesso lancia un ‘appello internazionale’, insieme a ‘giornalisti e intellettuali’, contro l’Italia e le sue ‘massicce operazioni di Polizia’… “. “Stia tranquilla: all’Italia – continua Salvini – penseranno gli italiani, che chiedono trasparenza e verità sui troppi lati oscuri legati al traffico di esseri umani e al business dell’immigrazione clandestina”. Carola Rackete, ma anche Pia Klemp, la capitana della nave umanitaria finanziata dall’artista Banksy, hanno sottoscritto stamattina l’appello sul blog britannico di studi giuridici “Critical Legal Thinking”. La prima lista di firmatari comprende noti attiviste e attivisti per i diritti umani, intellettuali, giornalisti e accademici di tutto il mondo, tra cui Naomi Klein, Achille Mbembe, Cornel West, Sabine Hess, Michael Hardt. Al centro dell’appello “l’indignata reazione all’attacco politico-giudiziario che la prima piattaforma della società civile italiana per il soccorso in mare sta subendo, a partire dalla massiccia operazione di polizia scattata all’alba dello scorso primo marzo, denunciato come caso emblematico della criminalizzazione in atto delle attività di salvataggio e, più in generale, della solidarietà, in mare come in terra”, si legge. “Di fronte alla minaccia di pesanti pene detentive (fino a trent’anni di carcere) per gli indagati per ‘favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione clandestina’ solo colpevoli di aver salvato vite umane, a partire dal caso Maersk Etienne e dall’incondizionato appoggio a Mediterranea e alle altre ONG sotto attacco, le firmatarie e i firmatari” affermano “la necessità di prendere posizione e di affermare il ruolo cruciale del salvataggio in mare dei migranti e delle pratiche di solidarietà nella lotta per un’Europa più aperta e democratica”. “Anche nell’inedita collaborazione tra armatori commerciali e navi non governative, sotto accusa nell’inchiesta di Ragusa e invece individuata come prospettiva ricca di positive potenzialità”, sottolineano infine l’importanza di “sostenere la vasta coalizione di attori della società civile europea, impegnati come vera e propria flotta civile nella solidarietà con i migranti e i rifugiati”. 

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