Data ultima modifica: 14 Marzo 2021

La rimozione della targa di Giuseppe Pinelli, apposta dal Comune di Milano l’11 dicembre 2019, nella ricorrenza del 50esimo anniversario della sua tragica fine e della strage neofascista di piazza Fontana, è un gesto “ignobile ed offensivo verso il capoluogo lombardo e la famiglia Pinelli, ed ancor più grave per il momento drammatico in cui è avvenuto, quando dovrebbero prevalere i valori di solidarietà, attenzione, memoria ed impegno verso il bene comune”. Lo dice il presidente di Anpi Milano, Roberto Cenati, che all’Adnkronos commenta: “Le minacce alla Segre, la rimozione della targa di Pinelli ed altri numerosi atti vandalici in sfregio di partigiani e deportati politici, impensabili fino a qualche anno fa e verificatisi anche durante il lockdown, manifestano che qualcosa di profondo si è innescato nella società contemporanea, indifferente nelle coscienze”.  “Abbiamo chiesto l’intervento del Comune, che sicuramente rimetterà la targa e la Digos cercherà di risalire a chi ha compiuto questo atto ignobile”, aggiunge. La targa a Pinelli, ferroviere, anarchico, partigiano, diciottesima vittima della strage di piazza Fontana era stata già danneggiata soltanto un mese dopo l’inaugurazione. 

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