Data ultima modifica: 29 Novembre 2020

“Il mio rilievo è che se adesso la Regione Calabria si trova con un facente funzione e un presidente del Consiglio regionale arrestato con accuse gravi, ebbene, l’elettore calabrese, e questo vale anche per me, non deve stupirsi e lamentarsi, perché non era imprevedibile quello che è successo”. Lo ha detto il senatore pentastellato, Nicola Morra, ospite di ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3, tornando sulle polemiche scatenate dalle sue parole su Jole Santelli.  ”La stessa compianta Santelli -ha sottolineato Morra- ha rilasciato interviste in cui ha affrontato lei stessa la questione della malattia a dimostrazione del fatto che tutti conoscevano”. ”E’ diritto delle persone deboli candidarsi, io dico che il voto in questi casi è condizionato”, ha rimarcato il presidente dell’Antimafia.  ”Io sono venuti qui” per chiudere un episodio, ha precisato, “ma se dobbiamo tornare al processo a Morra, non ci sto. Ho fatto capire, e ribadisco quanto detto in Aula, che con parole magari infelici un popolo deve anche assumersi la responsabilità delle scelte che si fanno…”.  Tornando sulla polemica innescata dalle sue parole, Morra rileva: “Qualcosa del genere è avvenuto anche con la Bindi quando il Pdl decise di non partecipare ai lavori dell’Antimafia. In questi giorni sono diventato un prodotto televisivo…”.  ”Credo che la tv -attacca- abbia un grande potere deformante e che anche questa trasmissione lo dimostri. Lo dico in diretta e in faccia perché sono venuto qua a seguito di contrattazioni avvenute con il dottor Di Mare per porre fine a un problema insorto causa concitazione, perché, lei Annunziata ha detto, è stato impedito a un rappresentante del Parlamento, che potrebbe anche aver sbagliato glielo concedo, di poter essere sottoposto dai giornalisti presenti a un’interrogazione/interrogatorio che avrebbe potuto distruggere quel rappresentante del Parlamento e dei cittadini’.  “Morra si dimetta”, Lega e Forza Italia all’attacco   

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