Data ultima modifica: 8 Luglio 2020

(di Ilaria Floris) “Arrivava sempre un’ora prima degli altri, dei tecnici e dei musicisti, e aveva profondo rispetto di tutti coloro che ci lavoravano. Mi ha trasmesso il senso della professionalità, l’amore per la musica e la serietà, perché per Ennio la musica era una cosa seria”. E’ un ricordo del maestro Morricone commosso e profondo quello che regala all’Adnkronos Marco Patrignani, patron degli storici studi di registrazione Forum di Piazza Euclide fondati nel 1970 dallo stesso Morricone insieme ad Armando Trovajoli, Luis Bacalov e Piero Piccioni. La gestione degli studi passò poi nel 1979 allo storico tecnico del suono del maestro, Franco Patrignani, papà di Marco, che ha quindi conosciuto il grande compositore fin dalla tenera età. E il ritratto che emerge è quello, oltre che di un genio, di un essere umano speciale. “Ho impressi nella memoria 40 anni di storia che ho vissuto nella sua orbita -racconta Patrignani- L’ho conosciuto a 12 anni, nel 1979, e i i ricordi sono innumerevoli, con oltre 250 progetti musicali da lui incisi nei nostri studi”. “Gli studi – ricorda il produttore – erano una sua seconda casa. Quando entrava, gli si leggeva negli occhi la gioia di iniziare un nuovo progetto. Amava mettere le persone a proprio agio e scherzare ma sul lavoro era serissimo, perché aveva un approccio secondo il quale considerava la musica un qualcosa su cui non scherzare. Certo, c’è da dire che se giocava la Roma, difficilmente avrebbe registrato nello stesso momento… era tifosissimo”.  Tra i ricordi più indelebili di Patrignani c’è sicuramente la festa di compleanno per i 90 anni del maestro, organizzata proprio negli studi dove registrava tutti i suoi capolavori, e che lui accettò di buon grado di trascorrere, oltre che con la sua famiglia, la sua amatissima moglie Maria, il figlio Marco, e l’inseparabile Giuseppe Tornatore, insieme a tutti i musicisti e collaboratori che lavoravano con lui ogni giorno. “Fu per me un grandissimo regalo quando accettò l’invito a festeggiare un evento così privato fra quelle mura”, ricorda commosso il produttore. Fu una serata pregna di emozione. “Lo abbiamo celebrato facendo omaggio ad Ennio di una serie di esecuzioni di musica contemporanea, perché lui ci teneva moltissimo ad essere riconosciuto ed considerato per il suo lavoro di musica classica seria, contemporanea. E questo omaggio lo abbiamo fatto tramite tutte le prime parti dell’Orchestra italiana del Cinema, fondata dieci anni prima attraverso questi storici studi, l’unica orchestra specializzata nella grande musica del cinema”. Un modo per contraccambiare la generosità di Morricone eseguendo quegli stessi brani che spesso “lui stesso dedicava ai singoli musicisti. Perché era molto generoso in termini artistici, dedicava spesso dei piccoli spartiti ora ad un violinista, ora ad un contrabbassista”, rivela il produttore.  Alla fine dell’esecuzione, che Morricone ha ascoltato seduto sul divano nel suo Studio A, “si alzò in piedi, e con una forte commozione prese il microfono e con voce commossa disse una cosa importantissima. ‘Io ringrazio voi ma soprattutto ringrazio ad uno ad uno tutti i musicisti che hanno collaborato con me nella mia vita e tutti i tecnici perché senza di loro il mio lavoro non avrebbe avuto lo stesso risultato’. Un momento che non dimenticheremo mai”. Quest’anno ricorrono i 50 anni dalla fondazione degli studi, e Patrignani, dopo la scomparsa del maestro, li vive con particolare senso di responsabilità. “Sono rimasto io -dice commosso- con in mano il testimone di quattro Cavalieri di una Tavola Rotonda da difendere”. E conclude: “Ora nel firmamento c’è una nuova grande stella, forse la più brillante”.  

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