Data ultima modifica: 2 Ottobre 2020

Ultimi ritocchi alla Nota di aggiornamento al Def attesa al varo in Consiglio dei ministri lunedì sera, dopo vari slittamenti nel corso della settimana legati alle trattative nella maggioranza.  Una Nadef particolarmente complessa quest’anno nel tentativo di dettagliare le ipotesi di scansione di utilizzo delle risorse del Recovery Fund Ue negli anni in un quadro coerente dal punto di vista macroeconomico e di finanza pubblica con la Legge di Bilancio, da approvare in Cdm entro il 15 ottobre. E per il successo del recovery plan nazionale, le cui linee-guida saranno varate insieme alla Finanziaria a metà mese, si profilerebbe la creazione di una cabina di regia per fare la sintesi e coordinare i progetti. Il Recovery plan – nelle previsioni del governo – garantirebbe quest’anno all’Italia 18 miliardi che, sommati a 22 miliardi di spesa in deficit, portano ad una manovra espansiva da 40 miliardi circa. Secondo le stime che saranno inserite nella Nota, infatti, il rapporto deficit-pil stimato al 10,8% nel 2020, scenderà al 7% programmatico nel 2021 con un’espansione di 1,3 punti percentuali rispetto al tendenziale (che in valori assoluti sono circa 22 miliardi appunto), poi al 4,7% programmatico nel 2022, al 3% programmatico nel 2023. Il Pil dovrebbe attestarsi al -9% quest’anno, con un rimbalzo al +6% nel 2021. In salita al 158% il debito nel 2020, per iniziare a scendere a partire dal 2021 e negli anni a venire e tornare entro 10 anni sotto l’asticella del 130%.  Nessun accenno nella Nadef al Mes, il fondo ‘della discordia’ che vede divisa la maggioranza tra il ‘no’ dei pentastellati e la posizione favorevole dei dem. “Il Mes è utile e va valutato”: bisogna guardare alla questione “con pragmatismo” e vedere “il fabbisogno di risorse, gli strumenti in campo”, è l’invito rivolto oggi dal vice ministro all’Economia Antonio Misiani a Sky Tg24 Economia. “L’unica condizione è che sia usato per le spese sanitarie, dobbiamo decidere quanto ci serve per la sanità evitando polemiche ideologiche”.  Intanto le stime della Nadef saranno l’impalcatura della manovra, chiamata a lanciare un primo step di interventi fiscali con la conferma dell’estensione ai redditi fino a 40mila euro del taglio del cuneo fiscale introdotto a luglio (servono 2 miliardi) e l’introduzione dell’assegno unico per la famiglia (costo, 6 miliardi). Per risollevare il mercato del lavoro si ragiona anche a introdurre sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato, fino al 100% per gli under 35 e la riconferma del taglio del 30% sui contributi delle assunzioni al Sud. Le risorse del recovery andrebbero invece destinate agli incentivi per la transizione green delle imprese.  

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