Data ultima modifica: 12 Agosto 2020

Sono stati ritrovati i resti di tre vittime della ‘lupara bianca’, tre uomini uccisi undici anni fa in una delle tante faide tra scissionisti per il controllo della droga a Napoli. Si tratta del boss Francesco Russo, del figlio Ciro e dell’autista Vincenzo Moscatelli – uccisi e fatti scomparire nel 2009 – rinvenuti nei pressi della Circumvallazione di Mugnano (Napoli). Decisivo per il ritrovamento dei resti il lavoro dell’avvocato Luigi Senese, difensore di Carmine Amato e Francesco Biancolella in carcere per quegli omicidi. “Un’indagine difensiva che ho svolto in prima persona da tanti anni – racconta il penalista all’Adnkronos – da marzo 2014 quando un pentito, Carmine Cerrato, aveva dichiarato di sapere dove fossero seppelliti i cadaveri. Nel 2015 la Distrettuale Antimafia si attivò, procedette allo scavo, ma non trovò nulla. Il pentito dichiarò che i cadaveri fossero stati spostati. Da quel giorno decisi di scavare personalmente, di occuparmene per fare luce sull’accaduto, naturalmente comunicando sempre tutto alla Procura”. “Il mio cliente, Francesco Biancolella, si è sempre dichiarato innocente, mentre Carmine Amato, altro mio assistito, ha confessato l’omicidio, ma mai lo spostamento dei tre cadaveri – continua l’avvocato – Ho iniziato questi nuovi scavi che, per un mese, non hanno portato a nulla. Le ruspe sono arrivate a 1500 metri di profondità. Poi abbiamo deciso di cercare in un’altra zona. 4 giorni fa la svolta: i resti sono stati ritrovati e appartengono proprio a Francesco e Ciro Russo e al loro autista Vincenzo Moscatelli”. I due imputati per questi omicidi, Francesco Biancolella e Carmine Amato sono attesi in Corte di Assise Appello per il processo di secondo grado. 

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