Data ultima modifica: 20 Agosto 2020

“Sono sicura che sia stato deliberatamente avvelenato”. Lo ha detto alla radio Ekho Moskvy (Eco di Mosca) la portavoce di Alexei Navalny, Kira Yarmysh, che stamani su Twitter ha dato notizia del ricovero “in terapia intensiva” di Navalny, precisando poi che è “in coma”. Un medico dell’ospedale di Omsk in cui è ricoverato Navalny ha confermato che è in “condizioni gravi”, riporta la Tass. Yarmysh ha accusato i medici di rinviare la diffusione degli esiti delle analisi effettuate e ha precisato che in ospedale è arrivata la polizia, chiamata dall’entourage di Navalny. Anche il dipartimento regionale della Sanità ha confermato – secondo i media russi – il ricovero “in terapia intensiva dove gli stanno facendo tutte le analisi necessarie”. Navalny, scrive il Guardian, era impegnato in un tour in diverse città della Siberia per sostenere i candidati alle elezioni locali del mese prossimo che vedranno coinvolti 40 milioni di elettori. Ieri si era fatto immortalare con i suoi sostenitori a Tomsk.  Il leader dell’opposizione russa si è sentito male in aereo ed è stato necessario un atterraggio d’emergenza. Il volo è atterrato a Omsk, nel sudovest della Siberia, ha twittato Yarmysh. “Stamani Navalny stava rientrando a Mosca da Tomsk (in Siberia). Durante il volo si è sentito male. Atterraggio di emergenza a Omsk – ha scritto in un primo tweet -. Sospettiamo che Alexei sia stato avvelenato con qualcosa mischiato nel tè. E’ l’unica cosa che ha bevuto da questa mattina. I medici dicono che con i liquidi caldi le sostanze tossiche vengono assorbite più velocemente. Alexei non è cosciente”. Navalny è la più forte tra le voci critiche di Vladimir Putin.  Navalny, il blogger anticorruzione ora volto dell’opposizione a Putin   ALTRO SOSPETTO AVVELENAMENTO L’ANNO SCORSO IN CARCERE – Navalny ha già denunciato in passato il sospetto di essere stato avvelenato. Nel luglio del 2019, il leader dell’opposizione era stato trasferito in ospedale dal carcere, dove scontava una pena di 30 giorni per una manifestazione non autorizzata, con la faccia gonfia, problemi agli occhi e rush cutanei su tutto il corpo.  I medici dell’ospedale gli diagnosticarono una dermatite da contatto per una grave forma di reazione allergica, ma il medico personale di Navalny disse che poteva essere stato esposto a “qualche sostanza tossica”. “Non ho mai avuto un’allergia, né alimentare, né al polline o altre cose – scrisse sul suo blog Navalny una volta tornato in cella – Mi sono svegliato di notte, tutto accaldato, con un prurito sulla faccia, il collo e le orecchie, come se mi avessero strofinato con la lana di vetro. Ed ho pensato – concluse – forse sono stato avvelenato”.  Inoltre, il blogger denunciò che la diagnosi dell’ospedale non era stata riferita a lui e neppure ai suoi medici o a suoi avvocati. Infine espresse la convinzione che la polizia locale non poteva averlo avvelenato – “erano scioccati più di me nel vedermi in quelle condizioni” – ma suggerì che le autorità russe potevano essere “abbastanza stupide” da farlo.  

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