Data ultima modifica: 22 Febbraio 2022

(Adnkronos) –
Nel pieno della crisi Ucraina-Russia, stop all’autorizzazione per il Nord Stream 2, il gasdotto record che dovrebbe portare il gas russo fino in Germania. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha congelato l’autorizzazione dopo il riconoscimento, da parte del presidente russo Vladimir Putin, delle repubbliche separatiste del Donbass. ”Oggi è la situazione è completamente diversa” e ”per questo dobbiamo rivalutare questa situazione, alla luce degli ultimi sviluppi”, ha detto Scholz, di fatto raccogliendo la richiesta avanzata poco prima dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky Il progetto del Nord Stream 2 ha visto la luce nel 2011 con le prima valutazioni. Il gasdotto di 1.234 km, il più lungo gasdotto offshore nel mondo, è stato completato e dalla fine del 2021 è pronto ad entrare in funzione, come ha assicurato Alexei Miller, il Ceo di Gazprom – colosso in prima linea nel progetto – al presidente russo Vladimir Putin durante un incontro avvenuto il 29 dicembre dello scorso anno. Gazprom, ha completato il riempimento di gas della seconda stringa ed entrambe le sezioni con una pressione sufficiente sono completamente pronte per l’uso.  “Ora, ovviamente, tutto dipende dai nostri partner, i consumatori in Europa. Non appena sarà stato concordato grandi volumi aggiuntivi di gas russo inizieranno immediatamente a fluire verso l’Europa”, le parole di Putin nella circostanza. Il Nord Stream 2 sarebbe in grado di garantire il passaggio di 55 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno dalla Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico. Il gasdotto, tuttavia, è rimasto sinora bloccato in attesa del via libera dalla Germania e dall’Unione Europea. A gennaio, quando la tensione tra Russia e Ucraina ha raggiunto livelli di guardia, il tema Nord Steam 2 è salito alla ribalta. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen “ha sempre detto che il Nord Stream 2 era sul tavolo, quando parliamo della risposta da dare all’aggressione della Russia all’Ucraina”, ha sottolineato nelle ultime ore il portavoce capo della Commissione Eric Mamer, commentando a caldo, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la decisione del governo tedesco di stoppare il gasdotto transbaltico. La presidente, ha aggiunto Mamer, “è sempre stata molto chiara: Nord Stream 2 non è mai stato fuori dal tavolo”. La Commissione “interviene in un secondo tempo” e la presidente lo considera un “progetto politico. La nostra visione è sempre stata molto chiara. Il governo tedesco esercita le sue responsabilità nel processo di certificazione”, ha concluso.  

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