Data ultima modifica: 16 Giugno 2020

Nuova escalation delle tensioni tra Pyongyang e Seul. La Corea del Nord ha fatto esplodere la sede dell’ufficio di collegamento intercoreano a Kaesong, la più meridionale delle città nordcoreane.  La mossa arriva al termine di una serie di avvertimenti lanciati da Pyongyang nella persona di Kim Yo-jong, l’influente sorella del leader Kim Jong Un per rispondere alla propaganda via volantini nella zona di confine tra i due paesi. Da ultimo, sabato sera, era stata formulata la minaccia che ora si è concretizzata: “Entro breve si assisterà ad una scena tragica riguardante l’inutile ufficio di collegamento Nord-Sud ormai al collasso”. L’esplosione è avvenuta alle 14.49 ora locale.  L’ufficio di collegamento era stato aperto nel settembre del 2018 per facilitare gli scambi e la cooperazione intercoreana favorita dagli incontri al vertice tra Pyongyang e Seul. Contatti rallentati negli ultimi mesi, anche a causa dell’emergenza Coronavirus. La settimana scorsa la Corea del Nord aveva definito la Corea del sud un ‘nemico’ minacciando di interrompere tutte le comunicazioni in risposta al lancio dei volantini ad opera di attivisti in Corea del Sud.  Kaesong: il luogo simbolo di dialogo saltato in aria Dopo l’esplosione, Seul si è riunito il Consiglio di sicurezza nazionale per discutere la situazione, Secondo l’agenzia Yonhap, al summit d’emergenza non ha partecipato il presidente Moon Jae-in. L’esercito sudcoreano ha alzato il livello di allerta al confine: i vertici militari non hanno evidenziato, al momento, movimenti anomali da parte delle forze armate nordcoreane. 

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