Data ultima modifica: 23 Maggio 2021

Ancora medaglie d’oro per l’Italia agli Europei di nuoto di Budapest 2021. A 24 ore dal record del mondo frantumato, l’azzurra Benedetta Pilato ha vinto la medaglia d’oro nei 50 rana. La 16enne tarantina ha dominato la finale conquistando il suo primo titolo continentale con il tempo di 29.35, a soli 5 centesimi dal primato stabilito ieri. Secondo posto per la finlandese Ida Hulkko (30.19), e terzo per la russa Yuliya Efimova (30.22). L’altra azzurra, Arianna Castiglioni, chiude al sesto posto in 30″35. Oro anche per Margherita Panziera nei 200 dorso. La 25enne trevigiana chiude con il tempo di 2.06.08 davanti alla britannica Wild argento in 2.07.74 e all’ungherese Katalin Burián, bronzo in 2.07.87. La 22enne romana Simona Quadarella conquista la medaglia d’oro nei 400 stile libero femminile, sesto oro consecutivo in campo continentale per l’azzurra che con il tempo di 4.04.66 ha chiuso davanti alla russa Anna Egorova in 4.06.05 e all’ungherese Boglarka Kapas in 4.06.90. Azzurri favolosi anche nei 400 misti con Alberto Razzetti che conquista la medaglia d’argento con il tempo di 4.11.17 alle spalle del 17enne Ilya Borodin che ha chiuso con il tempo di 4.10.02. Bronzo al britannico Max Litchfield in 4.11.56. L’altro azzurro Pier Andrea Matteazzi chiude in quinta posizione in 4.12.79.  L’Italia conquista la medaglia di bronzo anche nella 4×100 mista femminile e maschile. Le azzurre Panziera, Castiglioni, Di Liddo e Pellegrini con il tempo di 3.56.30, record italiano, conquistano il terzo posto con un’ultima frazione super di Federica Pellegrini. Oro alla Gran Bretagna in 3.54.01 e argento alla Russia in 3.56.25. Gli azzurri Ceccon, Martinenghi, Burdisso e Miressi chiudono con il crono di 3.29.93 dietro alla Gran Bretagna oro in 3.28.59 e la Russia argento in 3.29.50.  
BARELLI – L’Italia delle discipline acquatiche chiude i campionati europei svolti alla Duna Arena e al Lupa Lake di Budapest con il maggior numero di medaglie mai conquistate in un’unica edizione: ben 44 di cui 10 d’oro, 14 d’argento e 20 di bronzo; 5 medaglie in più delle rassegne record di Glasgow (39; 8-12-19) e Londra 2016 (39; 11-15-13) malgrado l’assenza della nazionale A di nuoto sincronizzato che avrebbe concorso per il podio nelle 10 specialità del programma (bronzo con Ogliari/Sportelli in entrambe le prove del duo misto). Le squadre italiane conquistano più medaglie di tutti e chiudono al terzo posto il medagliere complessivo alle spalle di Russia (42; 20-9-13) e Gran Bretagna (32; 12-13-7) e precedendo Ucraina (14; 7-5-2), Olanda (12; 6-5-1) e i padroni di casa dell’Ungheria (15; 5-4-6). “I ragazzi di tutte le nostre squadre nazionali sono arrivati preparati -afferma il presidente Paolo Barelli-. Il livello del campionato europeo è stato altissimo; eccetto pochissime defezioni, vi hanno partecipato tutti i campioni in cerca di confronto dopo oltre un anno di pandemia e di conferme sul lavoro svolto lungo il percorso che porterà alle Olimpiadi entro due mesi. Quindi il medagliere che ha battuto tutti i record in termini numerici è la migliore immagine che il vertice del movimento acquatico potesse mostrare. La squadra si è dimostrata forte e compatta in tutte le discipline malgrado le defezioni del nuoto sincronizzato che avrebbe certamente lottato per le medaglie in tutte le prove. La federazione e le società hanno lottato e sono riuscite a garantire la possibilità di allenarsi agli atleti di interesse nazionale anche durante la serrata, ma la situazione resta drammatica e siamo fortemente addolorati per la scarsa sensibilità dimostrata dalle istituzioni nei confronti delle società e associazioni sportive e dei gestori degli impianti completamente dimenticati dalla politica anche se sono proprio loro a permettere l’attività motoria ai cittadini”.  “Gli azzurri vivono questa condizione come una privazione, un’incomprensibile ingiustizia e si sono resi portavoce del disagio che sta colpendo tutto il movimento. L’auspicio è che questi risultati, che tanto prestigio portano al nostro Paese, possano essere un ulteriore monito per tornare il prima possibile alla normalità e alla riapertura degli impianti coperti senza se e senza ma perché, come ormai dimostrato anche scientificamente, le piscine sono ambienti sicuri e il Coronavirus fugge quando arriva. Spero che il ministro della salute Roberto Speranza – peraltro frequentatore delle piscine – si mostri finalmente più disponibile alle nostre richieste supportate da evidenti motivazioni”, ha concluso Barelli.    

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