Data ultima modifica: 24 Febbraio 2021

“Non ci sono oggi le condizioni per allentare le misure”. Roberto Speranza, ministro della Salute, al Senato si esprime così in vista del nuovo Dpcm che, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, conterrà provvedimenti di contrasto alla diffusione del coronavirus. “Argineremo il virus grazie alla scienza e al lavoro quotidiano del nostro personale sanitario. Vediamo la luce in fondo al tunnel”, dice inviando un “messaggio di ragionata fiducia”.  “Un secondo messaggio deve essere altrettanto chiaro. In questo ultimo miglio non possiamo abbassare la guardia, non ci sono le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia”, in un quadro in cui “la variante inglese è presente su gran parte del territorio nazionale”. “E’ indispensabile dire sempre la verità al paese sull’andamento della pandemia”, afferma Speranza. “La cabina di regia evidenzia che per la terza settimana consecutiva si confermano segnali di tendenza ad un graduale incremento dell’evoluzione epidemiologica. L’incidenza settimanale supera la soglia di 200 casi per 100mila abitanti in 3 regioni. E’ lontana dal livello che consentirebbe l’identificazione e il tracciamento dei contatti sul territorio nazionale. Abbiamo le terapie intensive in 5 regioni sopra la soglia critica del 30%, mediamente a livello nazionale sono occupate al 24%. Negli ultimi giorni si consolida l’aumento complessivo del numero delle persone ricoverate”, sottolinea il ministro. “L’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici nell’ultimo rilevamento è a 0,99, in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che va oltre 1. Dieci regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1, in aumento rispetto alla settimana precedente. Questo significa che l’Rt con le misure in vigore si avvia a superare la soglia di 1”, dice ancora. Il ministro si sofferma suo ruolo del Comitato tecnico scientifico: “Va ringraziato per il prezioso aiuto, ma tutto quello che può essere fatto per renderlo più agile e tempestivo è sicuramente utile al nostro lavoro. E anche l’idea di una comunicazione più univoca con un portavoce è una proposta che può essere considerata positivamente”. “Il mondo non è in una condizione di sicurezza, non è un problema solo italiano. I dati sono più chiari e precisi delle parole: in Europa ci avviciniamo alla soglia di un contagiato ogni 10 abitanti e siamo ad un deceduto ogni 530 abitanti”, spiega. “La Gran Bretagna è in lockdown da 2 mesi, il Portogallo è in lockdown. La Spagna ha adottato misure molto restrittive, la Germania ha adottato il lockdown da metà dicembre. La sospensione è prevista per marzo ma la cancelliera Merkel ha già annunciato che sarà necessario un rilascio progressivo delle misure. In Francia ci sono regole restrittive, nell’ultima settimana il paese ha registrato una media di 22mila casi al giorno. Per la prima volta anche la Svezia si è dotata di una legge che conferisce al governo il potere di istituire un lockdown totale”, dice con una panoramica internazionale. “L’Italia si muove nel solco della linea europea di prudenza e di tutela della salute”. 

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