Data ultima modifica: 2 Novembre 2020

Stop alla mobilità interregionale, chiusura dei centri commerciali nel weekend e di tutte le attività non essenziali alle 18. Sono tante le misure anti-Covid di cui si è discusso nel corso della riunione in video conferenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i capidelegazione, poi allargata ai presidenti di gruppo della maggioranza che sostiene il governo. A quanto si apprende da fonti della maggioranza si è parlato del pressing delle Regioni per misure anti-Coronavirus più restrittive e su tutto il territorio nazionale. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe manifestato un’apertura sulle restrizioni, ma differenzierebbe i lockdown territorialmente. Un criterio potrebbe essere quello dell’indice Rt. Sulla possibile chiusura nazionale il premier confermerebbe la sua cautela.  Fra le misure allo studio del governo per le regioni con indici di contagio più alti, si apprende da fonti della maggioranza, la chiusura di bar e ristoranti nella fascia di pranzo, ma lasciando la possibilità dell’asporto. Fra le attività commerciali e di cura della persona resterebbero fuori dalla chiusura le farmacie, le parafarmacie, tabaccherie e negozi di alimentari. Stop, inoltre, ai musei. Nella Pubblica amministrazione, inoltre, si applicherebbe per intero lo smart working, salvo i servizi pubblici essenziali. Torna l’ipotesi dell’autocertificazione, con il ‘coprifuoco’ a partire dalle 18. Pieno accordo, invece, vi sarebbe sulla proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede limitare i trasferimenti da una Regione all’altra e solo sulla base di ragioni specifiche: rientro in domicilio, lavoro, motivi di salute.  Sul tavolo del governo, in vista del prossimo Dpcm un’ipotesi di lavoro è, si apprende da fonti di maggioranza, oltre alla prescrizione dell’uso della mascherina in ogni momento, lezioni a distanza non solo per le superiori, ma anche per la seconda e terza media. In presenza, svolgerebbero lezioni solo le classi elementari e la prima media. Lunedì, dopo una riunione con i presidenti delle Regioni, il premier riferirà alla Camera alle 12 e al Senato alle 17. La firma del nuovo Dpcm potrebbe slittare a martedì.   

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