Data ultima modifica: 16 Luglio 2020

“Quella notte non ci siamo preoccupati. Ci sembrava una cosa da nulla, da ladro di polli”. Lo ha detto in aula in Tribunale a Roma Andrea Varriale, il collega carabiniere di Mario Cerciello Rega la notte del 26 luglio scorso quando Cerciello morì sotto le coltellate di Finnegan Elder, durante una nuova udienza del processo che vede molto imputato anche il californiano Gabriel Natale Hjorth. “A Trastevere sono molte le fregature che vengono fatte a chi cerca droga – ha aggiunto -. Quella ci sembrò una ‘sola’ e la pasticca trovata a piazza Mastai era palesemente tachipirina. Non mi sembrava una estorsione fatta da veri criminali, ci sembrava una cosa da ladri di polli”. “Mario Cerciello Rega era sempre in prima linea. Per noi era un maestro. Aveva occhio per la strada. Alcune delle nostre indagini sono partite proprio da sue intuizioni, era il più esperto di tutti”, ha detto ancora. “Cerciello non era assolutamente un violento e io ho imparato tantissimo da lui. Il nostro approccio in questi interventi è stato sempre pacifico. Mario mi diceva sempre ‘la tranquillità va anche comprata, vuoi mangiare, vuoi un pacchetto di sigarette?’, era un modo per ‘accattivarsi’ l’arrestato – ha continuato Varriale – Mario era amato e stimato nel nostro ambiente e anche dalla popolazione. Nei giorni della morte di Mario, migliaia di persone, al funerale. Noi non facciamo sconti, ma la gente apprezza l’onestà”.  

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