Data ultima modifica: 20 Giugno 2020

Mario Cerciello Rega aveva con sé le manette e il distintivo la sera in cui è stato ucciso. Lo ha riferito il colonnello Lorenzo D’Aloia, comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Roma, ascoltato dalle parti nell’udienza della scorsa settimana al processo per l’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri, avvenuto lo scorso 26 luglio nella Capitale. Sul banco degli imputati, con le accuse di concorso in omicidio, lesioni e  tentata estorsione, ci sono i due giovani americani Finegan Lee Elder e Christian Natale Hjorth. “Cerciello aveva con sé le manette – ha spiegato D’Aloia in aula su domanda dell’avvocato Massimo Ferrandino, legale di parte civile della vedova, Rosa Maria Esilio – e anche il distintivo, come abbiamo ricostruito”. La placchetta, dall’ospedale, è stata consegnata dopo nella stazione dei Carabinieri, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini. 

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