Data ultima modifica: 17 Dicembre 2021

E’ stato arrestato il killer di Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik’, ucciso il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti a Roma con un colpo di pistola. Si tratta di Raul Esteban Calderon, accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso. All’arresto si è arrivati dopo le indagini, coordinate dalla Dda di Roma con il procuratore Michele Prestipino e l’aggiunto Ilaria Calò.  Il decreto di fermo, eseguito dalla Squadra Mobile di Roma, è stato emesso il 13 dicembre scorso dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e convalidato oggi dal gip con l’emissione della misura della custodia cautelare in carcere, poiché gravemente indiziato come esecutore materiale dell’omicidio di Piscitelli.  “Le fonti di prova su cui si è fondata l’adozione del provvedimento sono costituite dagli elementi raccolti dalla Squadra Mobile e dalla Polizia scientifica nel corso del sopralluogo effettuato sul luogo e nell’immediatezza del fatto e in particolare da un filmato estratto da una telecamera installata in zona con la quale è stata ripresa l’esecuzione del delitto” spiega la Procura in una nota.  “Dall’analisi tecnica del filmato dell’omicidio eseguita prima dalla Polizia scientifica e successivamente dal consulente tecnico incaricato dalla Procura è emersa una chiara compatibilità tra il killer visibile nel filmato e il soggetto gravemente indiziato”.  Alle indagini hanno contribuito anche alcune attività di intercettazione che hanno consentito di acquisire significativi elementi di riscontro in merito all’esecutore materiale dell’omicidio. A rafforzare la gravità del quadro indiziario hanno contribuito anche alcune dichiarazioni.  Calderon, inoltre, è stato raggiunto da un’altra misura sempre in carcere insieme a Enrico Bennato (già detenuto per altri reati), in quanto gravemente indiziato dell’omicidio di Shehaj Selavdi, ucciso sulla spiaggia di Torvajanica il 20 settembre 2020. In questo caso a condurre le indagini sono stati i Carabinieri di Frascati, i cui risultati hanno portato a una “convergenza” con le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Roma e in particolare dalle intercettazioni sono emersi “fondati elementi riguardo agli esecutori materiali di entrambi gli omicidi ed al contesto in cui sono maturati”, cioè dinamiche dei contrasti per il controllo delle piazze di spaccio della Capitale.  

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