Data ultima modifica: 23 Ottobre 2021

Matteo Salvini e l’avvocato Giulia Bongiorno al Carcere Pagliarelli di Palermo per la prima l’udienza del processo Open Arms. Presenti in aula il Procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunta Marzia Sabella e il pm Geri Ferrara. Il Tribunale è presieduto da Roberto Murgia. Vietato l’ingresso delle telecamere in aula. Mentre i giornalisti sono stati fatti accomodare nell’aula accanto e possono assistere all’udienza solo attraverso gli schermi. Blindata l’aula bunker. Polizia e Carabinieri presidiano la zona limitrofa.  All’inizio dell’udienza la Procura di Palermo ha chiesto al tribunale l’interrogatorio del leader della Lega. Tra le richieste probatorie anche le testimonianze di Giuseppe Conte è Luciana Lamorgese. “Qui Aula di Giustizia del carcere di Palermo. Il processo voluto dalla sinistra e dai tifosi dell’immigrazione clandestina comincia: quanto costerà ai cittadini italiani?”, ha scritto su Twitter Salvini, postando un suo selfie dal tribunale, con tanto di gabbia e sbarre alle sue spalle. 
Le richieste della Procura
 A prendere per primo la parola è stato il Procuratore Lo Voi che ha annunciato l’acquisizione di 59 documenti, tra cui relazioni psicologiche e mediche delle persone a bordo della open Arms e alcune mail. Chiesta anche l’acquisizione delle comunicazioni intercorse tra le autorità coinvolte nella vicenda dal momento dalla prima richiesta di porto sicuro avanzata dalla nave allo sbarco a Lampedusa, e poi il decreto ministeriale che sancì il divieto di ingresso della Open Arms con i 147 migranti a bordo. E ancora: gli atti della Procura dei Minori sulla presenza dei minorenni a bordo. Chiesta anche l’ammissione anche di una serie di atti come la decisione del Tar che annullava il divieto di sbarco deciso dal Viminale, i verbali della Polizia Scientifica sulle condizioni dei migranti a bordo della Open Arms, la sentenza del gup di Siracusa che ha assolto il comandante della Open Arms in un altro processo. 
Legale Salvini: “Italia non era competente ad assegnare porto sicuro”
 “L’Italia non era competente ad assegnare il porto sicuro”, ha detto in aula, durante il suo intervento, l’avvocata Giulia Bongiorno. Secondo la difesa sarebbe stata la ong spagnola Open Arms a “commettere delle violazioni”. La legale ha anche fatto sapere che intende portare in aula il diario di bordo della nave della ong. “Questi e altri documenti dimostrano che c’era una linea di governo su questi temi”. Chiesta inoltre la produzione della sentenza di non luogo a procedere emessa dal gup di Catania Nunzio Sarpietro nell’ambito dell’inchiesta per sequestro di persona per la nave Gregoretti. Infine, ha chiesto la mail “dalla quale risulta che Opne arms dopo avere denunciato problemi di salute di alcuni migranti soccorsi non ha indicato chi stava male e così non ha permesso gli sbarchI”. 
Fondatore ong: “Qui per avere giustizia”
 “Siamo qui per avere giustizia. assicurare un porto sicuro non è una scelta politica ma di umanità”, ha detto Oscar Camps, il fondatore della ong Open Arms arrivando all’aula bunker. “Noi abbiamo rispettato le convenzioni internazionali- dice -a prescindere dalla politica le persone soccorse in mare vanno salvate”. 
Deposizione di Richard Gere
 Il legale di parte civile della ong ha presentato anche la richiesta di deposizione di Richard Gere. L’attore nell’agosto del 2019, prima dello sbarco, salì a bordo della nave per portare viveri. “Non abbiamo nulla contro la richiesta di deposizione dell’attore Richard Gere anche se la riteniamo sovrabbondante”, ha detto Giulia Bongiorno. No onvece da parte della Procura di Palermo. “Il teste deve essere sentito in quanto possa fornire un contributo utile e magari non sovrabbondante – dice Lo Voi – Al di là degli aspetti di spettacolarizzazione della presenza di un famoso attore internazionale che potrebbe avere, sinceramente non credo interessi alla procura. Devo dire che ci sono da parte del nostro ufficio ben altri e ben più qualificati testi che possano essere in grado di riferire sulle condizioni complessive dell’imbarcazione sullo stato dei naufraghi. Al di là degli aspetti solidaristici che apprezziamo, non ci pare sinceramente che la testimonianza di Richard Gere possa apportare un contributo decisivo per questo procedimento”. Sarà il giudice Roberto Murgia a decidere se accogliere la richiesta.     

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