Data ultima modifica: 16 Luglio 2020

La mamma capofamiglia, la “Donna Teresa” da cui prende il nome l’operazione dei carabinieri, gestiva la vendita dello stupefacente direttamente in casa attraverso i due figli di 34 e 26 anni. A smascherare l’attività della vedova 57enne sono stati i carabinieri della Stazione di Careri che martedì mattina hanno eseguito una ordinanza applicativa di misura cautelare, disposta dal Gip del Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura, nei confronti di “donna” Teresa residente a Benestare e dei suoi due figli. Gli indagati, già detenuti nelle case circondariali di Reggio Calabria poiché raggiunti il 9 luglio 2019 da altro provvedimento cautelare per illeciti tra settembre 2015 e giugno 2016, nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria Nikita, condotta dai militari del Nor – Sezione Operativa della Compagnia di Locri, sono destinatari della misura della custodia cautelare in carcere perché riconosciuti responsabili, nel periodo marzo – luglio 2019, di aver detenuto ai fini di spaccio, venduto o, comunque, ceduto a terzi cocaina ed eroina, che nascondevano in luoghi limitrofi alla loro abitazione, da dove, di volta in volta, le prelevavano per provvedere alla consegna diretta ai consumatori. L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’attività investigativa svolta dalla Stazione Carabinieri di Careri che ha comprovato l’esistenza di un legame familiare costituito dai tre nel comune di Benestare, dedito alla cessione di sostanza stupefacente ai consumatori finali. L’attività di indagine è stata chiamata “Donna Teresa” proprio per evidenziare il ruolo svolto dalla madre e vedova che, in qualità di capofamiglia, dirigeva con autorità le attività criminali dei figli.  Le investigazioni condotte attraverso la programmazione di indirizzati e tradizionali servizi di osservazione, pedinamento e controllo a distanza, con la censura tecnica di sistemi di video sorveglianza, hanno permesso di accertare l’assidua frequentazione della casa da parte di consumatori abituali e occasionali già noti alle forze dell’ordine.  In particolare, l’Arma locale con il supporto dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e del Nucleo Cinofili Carabinieri, nel corso delle attività di perquisizioni e rastrellamento, hanno trovato munizionamento e quantitativo consistente di eroina e cocaina nelle pertinenze dell’abitazione, posti utilizzati come e veri e propri nascondigli. 

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