Data ultima modifica: 4 Maggio 2022

(Adnkronos) – “L’Italia deve sganciarsi, deve essere il primo paese a dire ‘no’ all’invio di armi pesanti all’Ucraina. Se l’Italia si sgancia, la partita comincia a cambiare. Se noi continuiamo a dire a Zelensky ‘stai tranquillo, ti diamo qualunque cosa’, non si fa la pace”. Il professor Alessandro Orsini si esprime così a Cartabianca sulla guerra tra Russia e Ucraina. “Il primo problema è che abbiamo un deficit culturale nel campo della sicurezza internazionale, il sapere scientifico non si è espanso. Fare la pace richiede una strategia complessa. In primo luogo bisogna ammorbidire Putin con le sanzioni, ma bisogna ammorbidire anche Zelensky”, dice riferendosi al presidente russo e a quello ucraino. “Se noi continuiamo a dire a Zelensky ‘stai tranquillo, ti diamo qualunque cosa’, non si fa la pace. Fare la pace è un lavoro”, dice prospettando uno scenario ipotetico. “Il Parlamento italiano inizia a sganciarsi dalla politica di Biden, questo messaggio arriva a Macron che non può non tenere conto di questa situazione”, aggiunge. “L’Italia è la prima pedina, la Germania coglie la palla al balzo, Biden e Johnson iniziano ad essere isolati. Zelensky capisce che gli daremo armi ma non per sempre e a quel punto comincia a fare calcoli: ‘L’Italia ci dà armi per 6 mesi, entro 6 mesi va fatta una trattativa per chiudere la guerra’. Il percorso che stiamo seguendo, posso dirlo con certezza, non porterà mai alla pace”, afferma ancora. 

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