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Osho: “Da Scanzi a Gruber, moralismo può essere arma a doppio taglio”

Data ultima modifica: 2 Aprile 2021

“Per chi fa satira politica i social sono ormai diventati un terreno minato. Prima potevi fare una vignetta su un giornale e al massimo rischiavi una querela: ora per chi fa satira la querela sembra diventato il male minore, internet è diventato molto pericoloso”. A dirlo, in un’intervista con l’Adnkronos, è Federico Palmaroli in arte Osho. All’indomani della notizia della sospensione dell’account del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte di Facebook, si riaccende la polemica sulla censura da parte dei social network e il vignettista, che si occupa spesso anche di politica, spiega che l’atmosfera non è delle migliori. “Per quanto le mie vignette non siano mai irrispettose, ormai ho il terrore che se vado troppo ‘in là’ magari si creino gruppi di segnalazioni, e se sei all’ennesimo contenuto che viene segnalato rischi una sospensione anche più lunga – spiega Osho – Io addirittura cerco di rinominare anche le foto, perché potrebbe essere uno dei parametri che l’algoritmo va ad individuare”. Sì, perché una spiegazione tecnica del blocco degli account è che Facebook “fa lavorare molto più gli algoritmi, anche per la situazione Covid, piuttosto che il personale adibito a questi controlli – dice il vignettista, al quale mesi fa era stato bloccato il profilo Facebook per qualche giorno – Lavorando così molte volte sbaglia, come è stato nel mio caso. C’è un filtraggio minore rispetto a prima, perché quella è una macchina che lavora spesso su segnalazioni”. Una censura dei contenuti basata sul ‘politically correct’ lo preoccupa, e Osho fa una lucida analisi: “Credo che ci sia una sorta di morale comune, che è in ossequio al politicamente corretto, che è più artificiale dell’algoritmo – osserva – In Commissione Europea hanno addirittura stilato un glossario, alcune parole sono tabù e vedo ogni giorno cose che mi lasciano esterrefatto”. Alcuni esempi? “Film che hanno fatto la storia, cartoni animati della nostra infanzia, tipo ‘Dumbo’…Dumbo politicamente scorretto? Sembra un ossimoro, è una delle figure più rassicuranti dell’infanzia”, scandisce Palmaroli.  Ma c’è “molta bravura nell’intortare, e c’è molta gente che si lascia abbindolare da queste regole. Se tu fai una satira ‘non delicata’ nei confronti di qualche categoria, parte subito l’indignazione”, dice il vignettista. Che chiude con un piccolo ‘affondo’: “Per fortuna, negli ultimi tempi abbiamo visto diversi esempi di moralizzatori che diventano moralizzati, e abbiamo visto sgretolarsi diversi pulpiti di cristallo che alcuni si erano costruiti. Penso a Scanzi, penso alla Gruber che aveva fatto quella contestazione molto forte alla Boschi per quel bacio senza mascherina e poi anche lei è stata colta in fallo. E’ sempre bene, a meno che non ti possa considerare irreprensibile, fare un passo indietro prima di dare un giudizio”.  (di Ilaria Floris) 

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Osho: “Da Scanzi a Gruber, moralismo può essere arma a doppio taglio”

Data ultima modifica: 2 Aprile 2021

“Per chi fa satira politica i social sono ormai diventati un terreno minato. Prima potevi fare una vignetta su un giornale e al massimo rischiavi una querela: ora per chi fa satira la querela sembra diventato il male minore, internet è diventato molto pericoloso”. A dirlo, in un’intervista con l’Adnkronos, è Federico Palmaroli in arte Osho. All’indomani della notizia della sospensione dell’account del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte di Facebook, si riaccende la polemica sulla censura da parte dei social network e il vignettista, che si occupa spesso anche di politica, spiega che l’atmosfera non è delle migliori. “Per quanto le mie vignette non siano mai irrispettose, ormai ho il terrore che se vado troppo ‘in là’ magari si creino gruppi di segnalazioni, e se sei all’ennesimo contenuto che viene segnalato rischi una sospensione anche più lunga – spiega Osho – Io addirittura cerco di rinominare anche le foto, perché potrebbe essere uno dei parametri che l’algoritmo va ad individuare”. Sì, perché una spiegazione tecnica del blocco degli account è che Facebook “fa lavorare molto più gli algoritmi, anche per la situazione Covid, piuttosto che il personale adibito a questi controlli – dice il vignettista, al quale mesi fa era stato bloccato il profilo Facebook per qualche giorno – Lavorando così molte volte sbaglia, come è stato nel mio caso. C’è un filtraggio minore rispetto a prima, perché quella è una macchina che lavora spesso su segnalazioni”. Una censura dei contenuti basata sul ‘politically correct’ lo preoccupa, e Osho fa una lucida analisi: “Credo che ci sia una sorta di morale comune, che è in ossequio al politicamente corretto, che è più artificiale dell’algoritmo – osserva – In Commissione Europea hanno addirittura stilato un glossario, alcune parole sono tabù e vedo ogni giorno cose che mi lasciano esterrefatto”. Alcuni esempi? “Film che hanno fatto la storia, cartoni animati della nostra infanzia, tipo ‘Dumbo’…Dumbo politicamente scorretto? Sembra un ossimoro, è una delle figure più rassicuranti dell’infanzia”, scandisce Palmaroli.  Ma c’è “molta bravura nell’intortare, e c’è molta gente che si lascia abbindolare da queste regole. Se tu fai una satira ‘non delicata’ nei confronti di qualche categoria, parte subito l’indignazione”, dice il vignettista. Che chiude con un piccolo ‘affondo’: “Per fortuna, negli ultimi tempi abbiamo visto diversi esempi di moralizzatori che diventano moralizzati, e abbiamo visto sgretolarsi diversi pulpiti di cristallo che alcuni si erano costruiti. Penso a Scanzi, penso alla Gruber che aveva fatto quella contestazione molto forte alla Boschi per quel bacio senza mascherina e poi anche lei è stata colta in fallo. E’ sempre bene, a meno che non ti possa considerare irreprensibile, fare un passo indietro prima di dare un giudizio”.  (di Ilaria Floris) 

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