Data ultima modifica: 13 Luglio 2020

”Gli attivisti vicini a Patrick Zaki hanno reso nota la decisione del giudice: rinnovo della detenzione preventiva per 45 giorni. Una decisione assurda, atroce, arbitraria e crudele”. Lo ha scritto su Twitter Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, a proposito dello studente e attivista egiziano dell’Università di Bologna, arrestato al suo ritorno al Cairo il 7 febbraio scorso. Oggi è il “158esimo giorno di prigionia per Patrick Zaki”, sottolinea l’ong Eipr (Egyptian Initiative for Personal Rights) in un tweet diffuso prima dell’esito dell’ultima udienza con la notizia – diffusa da Amnesty – degli altri 45 giorni di detenzione preventiva. Udienza in cui, secondo l’Eipr, “dopo 157 giorni, la difesa ha presentato la richiesta di scarcerazione”. “Attendiamo tutti il suo rilascio”, aggiunge il tweet. “Grande sconforto e grande tristezza”. Così all’Adnkronos Mirko Degli Esposti prorettore vicario dell’università di Bologna, ha commentato la notizia della proroga. “Altri 45 giorni di detenzione senza sapere quasi siano i contorni della vicenda, senza sapere con chiarezza le reali accuse mossegli – continua Degli Esposti – Noi, nel rispetto di tutte le prerogative del caso, continuiamo a chiedere il rispetto dei diritti umani, un giusto processo per Zaki e di rendere pubbliche le accuse in modo che il giovane possa difendersi”.  “Noi, da parte nostra, continueremo a chiedere alle istituzioni, al governo e a tutti gli organi governativi di interesse a far sentire la propria voce a favore della liberazione di Zaki – ha detto ancora Degli Esposti – non ci fermeremo perché vogliamo rivedere presto Zaki all’Università di Bologna.   

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