Data ultima modifica: 25 Febbraio 2021

“Il 13 e 14 marzo abbiamo deciso di convocare la riunione della nostra assemblea nazionale per aprire una discussione sul futuro dell’Italia, del ruolo del Pd dopo la formazione del governo Draghi e quanto ci aspetta come Pd nei prossimi mesi e anni. E’ tempo di una rigenerazione del Pd”. Lo dice il segretario Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd.  Zingaretti sottolinea che “in queste settimane sono state fatte scelte molto importanti valorizzando la collegialità del gruppo dirigente. Nei 30 giorni successivi al 13 gennaio – giorno delle dimissioni delle ministre di Italia Viva – abbiamo svolto 4 comitati politici, 4 riunioni con i capigruppo, una riunione con il gruppo al Senato e una riunione con il gruppo alla Camera, una presidenza, due riunioni con i segretari regionali e quattro direzioni nazionali concluse sempre con un voto all’unanimità”. “La linea politica scelta è stata condivisa insieme e tutto ha avuto una bussola – osserva – un’ispirazione: quella di assecondare, perché condiviso, l’appello del presidente Mattarella di evitare le elezioni anticipate ad ogni costo e ora l’Italia è in buone mani”.  “Io – aggiunge il segretario – mi assumo tutta la responsabilità politica di aver condotto il Pd alle scelte fatte. Ma allo stesso tempo rifiuto l’accusa di aver guidato un gruppo dirigente insensibile e non attento al tema di genere. Non è questa la nostra o la mia storia, non è questa la nostra o la mia visione”.  “Per il Pd la rappresentanza tutta maschile nel governo Draghi è stata una ferita e una battuta d’arresto e non vogliamo archiviarla come nulla fosse”. L’assenza di donne è stata una “mortificazione” della storia del Pd “anche se resta intatto il giudizio sulle figure forti e autorevoli che ci rappresentano tutte e tutti”.  “Il dibattito che si è aperto dimostra che da noi ci si aspetta di più e io raccolgo la massima attenzione di questa aspettativa per trasformare tutto questo in un’opportunità di cambiamento. Questo è uno snodo fondamentale per la vite del partito e mentre il governo muove i primi passi, abbiamo scelto di affrontare a viso aperto e modo collegiale una questione che per noi è centrale e inderogabile e non andare avanti come nulla fosse – scandisce – perché questo non è un problema delle donne ma di tutto il Pd”.  

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