Data ultima modifica: 10 Novembre 2020

La Segreteria di Stato vaticana, dopo due anni di lavoro, ha pubblicato gli esiti del Rapporto, commissionato da Papa Francesco sull’ex potentissimo cardinale americano Theodore Mc Carrick, arcivescovo emerito di Washington oggi 90enne, spretato da Francesco nel 2019 per abusi sessuali su minorenni e maggiorenni commessi decenni fa con l’aggravante dell’uso della confessione per commettere questi crimini e dell’abuso di potere nei confronti di seminaristi abusati portati a letto con lui in una casa al mare della diocesi. Ebbene, dal Rapporto diffuso oggi emerge che al momento della nomina dell’arcivescovo a Washington Theodore Mc Carrick, nel 2000, la Santa Sede ha agito sulla base di informazioni “parziali e incomplete”. Si sono verificate “omissioni e sottovalutazioni”, sono state compiute scelte poi rivelatesi sbagliate, anche perché, nel corso delle verifiche a suo tempo richieste dalla Santa Sede, non sempre le persone interrogate hanno raccontato tutto ciò che sapevano. Fino al 2017 nessuna accusa circostanziata ha mai riguardato abusi o molestie ai danni di minori, “nessuno ha fornito alcuna documentazione sugli addebiti”, si legge nel Rapporto nel quale si specifica che sono emersi dalle testimonianze “racconti traumatizzanti”, “non adatti ai minori”. Quando è arrivata la prima denuncia di una vittima minorenne all’epoca dei fatti, Francesco ha agito in modo deciso nei confronti dell’anziano cardinale, già ritirato dalla guida della diocesi dal 2006 dopo l’intervento di Benedetto XVI, prima togliendogli la porpora e poi spretandolo. 

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