Data ultima modifica: 2 Settembre 2010

Piano Nomadi: Comune di Roma e Prefettura escludono il Comune di Ciampino dalla Conferenza dei Servizi per il raddoppio del Campo “La Barbuta".

Ciampino, 27 agosto 2010

L'Amministrazione  comunale  pronta  a  chiedere l'invalidazione  della  conferenza e  il  non rinnovo dell'incarico al Commissario straordinario per l'emergenza nomadi nel Lazio, Prefetto Pecoraro.

L’atteggiamento del Comune di Roma e del Commissario Straordinario per l'emergenza nomadi nel Lazio nei confronti dell'Amministrazione comunale e della popolazione di Ciampino, in merito alla decisione di raddoppiare il campo nomadi abusivo "La Barbuta", non è più tollerabile.

Dopo che i due enti hanno negato al comune di Ciampino gli atti amministrativi (dapprima negandone anche l'esistenza) relativi al raddoppio del campo – cosa che ha costretto il Sindaco Perandini a presentare un ricorso al Tar del Lazio – l'ultimo atto in tale direzione è la convocazione della Conferenza dei Servizi, in calendario il prossimo 1 settembre 2010 e pubblicata ieri sul sito della Prefettura di Roma,  finalizzata alla “stabilizzazione dell’insediamento sito nell’area denominata “La Barbuta” con conseguente adeguamento alle normative vigenti, con riferimento particolare alle condizioni igienico-sanitarie ed ambientali".

Convocazione che vede ben 31 soggetti individuati, ai sensi della legge 241/90, quali enti aventi diritto ad esprimere un parere sul raddoppio del campo. Unico escluso il Comune di Ciampino che, oltre ad essere confinante con il campo (sito proprio all'ingresso principale della città), chiede da un anno, ovvero da quando fu presentato il Piano Nomadi alla stampa, proprio la convocazione della Conferenza stessa per illustrare gli innumerevoli motivi che impediscono un qualsiasi insediamento umano, non solo nomade, in quel terreno.

"E' veramente inaudito – afferma  il vice Sindaco Ascenzo Lavagnini – che ad un comune di 40.000 abitanti venga negata la possibilità anche soltantodi esprimere il proprio parere. Sono stati convocati tutti gli enti possibili ed immaginabili, dalla Telecom all'Ama, dall'Acea all'Anas, dagli enti aeroportuali alle ferrovie, mentre si esclude proprio  il Comune di Ciampino, l’unico che da anni chiede lo smantellamento del campo abusivo ed insalubre, e che per difendere le proprie ragioni e quelle della cittadinanza  da mesi chiede invano di poter leggere gli atti amministrativi, costringendolo a rivolgersi ai tribunali per poter svolgere il proprio compito di portatore degli interessi della collettività".

"Anche la stessa convocazione – continua Lavagnini – fa capire come il Comune di Roma e il Commissario Straordinario si rimpallino le responsabilit&agrave la conferenza viene infatti indetta dal Commissario e poi firmata dal Soggetto Attuatore, che altro non è che il Dirigente ai Servizi sociali del Comune di Roma.

E meno male che il sindaco Alemanno aveva formalmente dichiarato che il Comune di Roma non c'entrava nulla con gli atti inerenti il Piano Nomadi! Ad ogni modo il Comune di Ciampino non si farà scoraggiare da questo ennesimo atto di ostracismo istituzionale. Per questo, oltre ad aver rinnovato in data odierna una richiesta urgente di partecipazione alla Conferenza dei Servizi, si riserva di intraprendere ogni azione legale a tutela della propria cittadinanza, non escludendo la richiesta di invalidamento della Conferenza e di ogni atto ad essa conseguente qualora la nostra Amministrazione comunale venisse esclusa dal tavolo istituzionale, non escludendo di rivolgere formale richiesta al Ministro degli Interni affinché non rinnovi l'incarico, in scadenza il 31 dicembre p.v., di Commissario straordinario per l'emergenza nomadi del Lazio al Prefetto Pecoraro".

Il campo nomadi "La Barbuta", lo ricordiamo, è stato insediato nel febbraio del 1996 dal Comune di Roma, al confine con il Comune di Ciampino.  Il campo  è  stato dichiarato abusivo  a  seguito della Sentenza n.1283 del 2004 del Tribunale Amministrativo del Lazio, sezione seconda, con la quale è stata  annullata  l'efficacia  dell' Ordinanza sindacale  del Comune di Roma n. 592  del  12.11.1995 istitutiva del campo.

Va ricordato che il campo è collocato nei pressi del sentiero di avvicinamento dei velivoli (I.L.S.), e precisamente in testa alla pista 15 ed in coda alla pista 30 del confinante aeroporto, su di un'area che funge da falda acquifera per la Sorgente Appia, e quindi con il rischio di inquinamento della  stessa. L'area,  individuata  nel Piano Territoriale Paesistico della  Regione Lazio  come  zona  di  interesse archeologico,  è  soggetta  a  vincolo  ai  sensi del  D. lgs. 42/2004.   Gli insediamenti   umani,  poi, cosa di maggiore importanza e rilievo  ad  avviso  del  Comune di Ciampino,  risultano  del  tutto incompatibili   con   quanto   previsto   dalle   vigenti    normative   in   materia   dei   coni  di  volo aeroportuali  (legge 58/1973,  D. lgs. n. 2006 del  09/05/2005 e  DM 20/04/2006  Ministero Difesa).

"A maggior ragione, dopo la disgrazia di oggi del bambino rom morto oggi in un incendio – conclude Lavagnini – dobbiamo riflettere sulla disponibilità umana ad accogliere le popolazioni roma a Roma e nel Lazio ed essere solidali. La risposta ad una tragedia del genere non può essere quella di spostare i problemi da una parte all'altra di Roma, e magari nella parte più lontana dal centro, ma deve essere quella di risolvere il problema insieme a tutte le istituzioni competenti. La nostra battaglia per la chiusura del campo abusivo La Barbuta non è nè contro i Rom e nè la classica n.y.m.b.y., quanto pittosto una volontà di ribadire che in quel territorio qualsiasi insediamento umano sarebbe assolutamente incompatibile oltreche intollerabile".

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