Data ultima modifica: 30 Ottobre 2020

Dopo il crollo record registrato nel secondo trimestre (in cui erano evidenti gli effetti del lockdown totale deciso allo scoppio della pandemia) il Pil italiano rimbalza nettamente nel terzo con un +16,1% congiunturale, anche se su base annua il dato si attesta a -4,7%. Il dato preliminare comunicato dall’Istat porta la variazione acquisita per il 2020 a -8,2%. Commentando il rimbalzo, l’Istat segnala un “marcato recupero” che “riporta il volume del Pil ai livelli registrati nella prima metà del 2015”.  La variazione congiunturale – spiega l’Istituto di statistica – “è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia di quella estera netta”.  Nel secondo trimestre il calo era stato del 13% ma già nei primi tre mesi dell’anno la nostra economia (colpita dal lockdown di inizio marzo) aveva registrato -5,5%, che peraltro seguiva il deludente -0,2% di fine 2019. In euro il Pil italiano nel terzo trimestre è risalito a 411,64 miliardi di euro dopo il crollo a 354,5 nei tre mesi precedenti: nello stesso periodo del 2019 si attestava a 432,02 miliardi. Lavoro, a settembre occupazione stabile ma -330mila su febbraio ”Il notevole rimbalzo dell’economia italiana nel terzo trimestre, confermato oggi dall’Istat, è superiore a quanto stimato dalla maggior parte dei previsori e anche dai noi stessi. Questo testimonia la capacità di risposta dell’economia e l’efficacia delle misure adottate dal governo, sia a livello di politica fiscale, sia in termini di sostegno all’erogazione del credito a imprese e famiglie” ha sottolineato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in occasione della Giornata del risparmio. Gualtieri ha spiegato che ”anche laddove nelle prossime settimane si dovesse ricorrere a misure più drastiche di contenimento dell’epidemia, partiremmo comunque da una posizione di comprovata solidità ed avendo nettamente migliorato la nostra capacità e prontezza di risposta all’emergenza sanitaria ed economica. La crescita del Pil nel 2021 potrebbe risultare inferiore in questo scenario a quanto previsto nel quadro programmatico della Nadef (6 per cento), ma la ripresa sarebbe solo rinviata, non pregiudicata”. Il rimbalzo rilevato dall’Istat per il Pil nel terzo trimestre “è stato molto forte, di 2 o 3 punti sopra quanto previsto in precedenza” ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo il quale “la ripresa dell’attività economica osservata nei mesi estivi, più intensa del previsto, evidenzia come l’economia italiana conservi significative capacità di recupero e testimonia l’efficacia delle politiche, monetarie e di bilancio, introdotte per tutelare le famiglie e le imprese e sostenere la domanda aggregata”. “Tuttavia, le ripercussioni della crisi sanitaria sull’economia globale, sull’area dell’euro e sul nostro Paese rischiano di protrarsi ancora a lungo, anche oltre la fine dell’emergenza”, ha avvertito.  

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