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POESIE LETTE AL “ONE BILLION RISING” 2016 DEL COMUNE DI CIAMPINO E DELLA CONSULTA PARI OPPORTUNITA’

Il ‘One Billion Rising’ è la manifestazione mondiale ideata dalla scrittrice statunitense Eve Ensler: una giornata di riscatto universale contro le ingiustizie e le violenze subite dalle donne.
 
L’evento, giunto alla sua quinta edizione, si è posto l’obiettivo di mobilitare in tutto il mondo uomini e donne per dimostrare la forza e la solidarietà collettive in sostegno della diffusione di una cultura orientata alla lotta contro la violenza sulle donne.
 
A Ciampino, sono state le letture di Fabio Morici e le danze dei ballerini delle scuole La Ventana ed Evolution a dare voce e corpo all’evento e a condividere questo messaggio di speranza e uguaglianza.
 
PREGHIERA DI UN UOMO
Che io possa essere un uomo la cui fiducia viene dalla capacità di donare
Che capisce che la fragilità è la sua forza più grande
Che crea lo spazio invece di dominarlo
Che apprezza l’ascoltare più del sapere
Che cerca la bontà oltre il controllo
Che grida quando il dolore è troppo forte
Che rifiuta gli schiaffi / Le armi / Gli strangolamenti / Gli insulti / I pugni
Che io possa non aver paura di perdermi
Che io possa apprezzare una carezza più che la prestazione
e l’esperienza più del raggiungere lo scopo
Che io possa muovermi con lentezza piuttosto che bruscamente
Che io possa essere abbastanza coraggioso da condividere le mie paure e i miei pudori e spingere gli altri uomini a fare lo stesso
Che io possa smettere di fingere e risvegliare tutte le parti di me da molto tempo sopite / 
Che io possa nutrire rispetto e amare mia madre
E possa la risonanza di quell’amore tradursi nell’amore verso tutte le donne e tutte le creature viventi.
 
SPEZZA LA CATENA
Sollevo le braccia al cielo / Prego in ginocchio
Non ho più paura / Io attraverserò quella soglia
Cammina, danza, sollevati / Cammina, danza, sollevati
Posso vedere un mondo dove tutte viviamo
sicure e libere da ogni oppressione
Io non sono invisibile, sono semplicemente meravigliosa
Sento il mio cuore prendere la corsa per la prima volta
Mi sento viva, mi sento straordinaria
Danzo perché amo / Danzo perché sogno / Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida / Danzo per rompere le regole / Danzo per fermare il dolore / 
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati / Danza, sollevati
Nel mezzo di questa follia, noi ci ergeremo
Io so che c’è un mondo migliore
Prendi per mano le tue sorelle e i tuoi fratelli
Cerca di raggiungere ogni donna e ogni bambina
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perché amo / Danzo perché sogno / Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida / Danzo per rompere le regole / Danzo per fermare il dolore / 
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, sì
Spezzare la catena
 
FINO A QUANDO
Fino a quando i più emarginati non saranno al centro
Fino quando tutti punti non saranno uniti per formare una linea
E il silenzio non sarà spezzato/ E la storia non sarà raccontata
Fino a quando ogni parte di questa lotta non diverrà unica, completa
Fino a quando la legge non diverrà qualcosa che vive e respira
Fino a quando tutte le violenze non diverranno parte di una sola violenza da fermare
Per ogni casta, ogni razza, ogni sessualità ed ogni genere
Fino a quando non ci sarà una storia sola
Fino a quando non smetteremo di abbandonare donne disperate in edifici
fatiscenti o nelle discariche o in vicoli bui per guadagnarsi pochi soldi per vivere
Fino a quando non smetteremo di rimandare donne stuprate nei luoghi dove saranno nuovamente stuprate
Fino a quando non smetteremo di distruggere e rubare terra agli indigeni
Fino a quando non onoreremo tutte le donne massacrate, stuprate e uccise dalle guerre,
Nelle città, nelle caserme, nei campi di accoglienza, nelle case, nelle chiese, nelle università, nelle scuole
Sugli autobus, nel segreto del talamo, nelle foreste, nei campi di lavoro e negli uffici
Fino a quando non ci opporremo all’occupazione e all’invasione dei nostri corpi, delle nostre basi, / dei nostri campi, delle nostre risorse / E dei nostri cuori
Non con altre bombe
Non con altra morte
Non con altro dolore
 
BESTIA DI GOLA
Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo / fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare / leggere.
Una nostalgia d’imperfetto / ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me. Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli con me e anche con te.
Quello che siamo / è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede e abbi cura di ogni meccanismo di volo / di ogni guizzo e volteggio / e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto / e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie / fino al fenomeno della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile / per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci / questo essere corpi scelti / per l’incastro dei compagni / d’amore.
 
UN GIORNO
A te, amore, questo giorno
lo consacro a te.
Nacque azzurro, con un’ala
bianca in mezzo al cielo.
Giunse la luce
all’immobilità dei cipressi.
A te, amore, questo giorno.
Come una coppa elettrica
o una corolla d’acqua tremante,
alzalo nelle tue mani,
bevilo con gli occhi e con la bocca,
riversalo nelle tue vene perché arda
la stessa luce nel tuo sangue e nel mio.
Io ti do questo giorno
con tutto quel che potrà portare:
le uve trasparenti di zaffiro
e la ventata rotta
che porta alla tua finestra
le sofferenze del mondo.
Io ti do tutto il giorno.
Con lo splendore e la sofferenza faremo
il pane della nostra vita,
senza rifiutare quanto porterà il vento
e non coglieremo solo la luce del cielo
ma anche le aspre cifre
dell’ombra sulla terra.
Prendi questo giorno, è tuo.
Lo do ai tuoi occhi, amore mio,
lo do al tuo petto;
te lo lascio tra le mani e tra i capelli,
come un ramo celeste.
Te lo do perché ti faccia una veste
d’argento azzurro e d’acqua.
Quando arriverà
la notte che questo giorno inonderà
con la sua sete tremante,
stenditi accanto a me,
toccami e coprimi
con tutti i tessuti stellati
della luce e dell’ombra
e chiudi i tuoi occhi allora
perché io dorma.
 
LE DONNE
Ci sono donne…/
E poi ci sono le Donne Donne… / E quelle non devi provare a capirle, perché sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo il tempo di pensare. Devi spazzare via con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto. / a bassa, bassissima voce. 
Perché si vergognano delle proprie debolezze e, dopo averle raccontate si tormentano – in una agonia lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo, vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi.
Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte.
Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possono trovare scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse. Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.

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