Data ultima modifica: 23 Giugno 2020

“Noi sicuramente adiremo le vie legali e, se necessario, faremo anche causa a Fb”. Lo afferma all’Adnkronos Francesco Polacchi, editore di Altaforte, dopo la denuncia della casa editrice sulla rimozione da parte del social network dei post sulla promozione del libro intervista a Simone Di Stefano, già segretario del movimento CasaPound Italia, ‘Una Nazione-Simone Di Stefano accusa l’Unione Europea’ con la prefazione dell’europarlamentare leghista Antonio Maria Rinaldi. “Oggi siamo tornati tanto indietro nel tempo: stiamo parlando del 2020, un periodo storico in cui dovrebbero essere garantite le libertà individuali, di espressione, editoriali, di movimento – afferma Polacchi – Qui, invece, una multinazionale americana che gestisce il 60% del traffico online, si permette di dire chi può parlare e chi no, chi può scrivere un libro e chi no. E’ molto pericoloso”.  Polacchi spiega che tutto è accaduto in modo “repentino”. “Stamattina, intorno alle 11.30 – racconta – è stata fatta una notifica su un post che violava gli standard della community di Facebook, ma abbiamo poi visto che, con più modifiche, Facebook aveva rimosso vari post sul libro e la foto di Simone sia sulle pagine ufficiali Fb di Altaforte edizioni sia su Instagram”. “Si parla di violazione degli standard della community – ha proseguito l’editore di Altaforte – E’ un assurdità, parliamo di un volto di un esponente politico, che è stato pure candidato alle elezioni. Se Fb si permette di censurare un libro è una violazione dell’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione”.  Dopo la querelle sulla pagina del movimento, cancellata dal social e ripristinata in seguito alla ‘vittoria’ giudiziaria di Cpi, ora a essere “censurato su Fb e Instagram” dunque è il libro-intervista a Simone Di Stefano, già segretario di CasaPound Italia, uscito per i tipi di Altaforte e scritto da Valerio Benedetti, con la prefazione dell’europarlamentare leghista Antonio Maria Rinaldi. Come riporta ‘Il Primato nazionale’ (quotidiano sovranista finanziato dallo stesso editore di Altaforte, Francesco Polacchi), dalla pagina Fb della casa editrice sono stati rimossi all’improvviso i post che pubblicizzavano il libro ‘Una Nazione – Simone Di Stefano accusa l’Unione Europea”. Il contenuto, secondo la comunicazione arrivata ad Altaforte, avrebbe infatti “violato gli standard della community”. “Facebook ha limitato i nostri account e cancellato quasi ogni immagine relativa al libro ‘Una Nazione – Simone Di Stefano accusa l’Unione Europea’ per una non meglio specificata violazione degli standard – sottolinea Altaforte in un post su Fb – La nostra pagina rischia di essere eliminata per aver pubblicato un libro-intervista a uno dei più credibili portavoce dell’ideale sovranista. Questa la loro libertà di pensiero!”. Intanto Francesco Polacchi, editore di Altaforte, ha annunciato che adirà le vie legali.  Contattati da ‘Il Primato Nazionale’, i legali di Altaforte hanno fatto sapere che la casa editrice tutelerà i suoi diritti nelle sedi giudiziarie. Ma gli stessi avvocati stanno già predisponendo le diffide a Facebook che partiranno nelle prossime ore, per poi nell’immediato depositare il ricorso cautelare.  Sul caso è intervenuto anche l’europarlamentare Antonio Maria Rinaldi, autore della prefazione al libro-intervista a Di Stefano: “Mi sfuggono i motivi, ma i social censurano anche un presidente degli Stati Uniti, quindi credo che saranno contenti visto che vengono accumunati a un presidente Usa”, dice Rinaldi all’Adnkronos. “Io scrivo tantissime prefazioni di libri”, sottolinea l’europarlamentare secondo il quale nel libro-intervista a Di Stefano ci sono “concetti normali e condivisibili anche da parte di chi, come me, non è del loro credo politico”. E proprio per questo, “a maggior ragione, mi hanno chiesto di scrivere la prefazione”. “Da qualche tempo c’è un attentato all’articolo 21 della Costituzione e su Facebook ci sono stati vari episodi non solo in Italia, anche in America, che generano qualche dubbio circa il rispetto della libertà e la neutralità ideologica di Facebook. L’impressione è che abbia un peso sempre più condizionante il ‘politically correct'”, è il commento all’AdnKronos di Marcello Veneziani. “Non entro nel merito della denuncia della casa editrice – continua Veneziani – che potrebbe essere fondata. Quello che posso dire è che ci sono stati episodi che hanno riguardato persino Trump, il presidente degli Stati Uniti. Mi sembra che ci sia quella che veniva chiamata un tempo la vigilanza democratica, che indica esattamente il contrario”. Lo scrittore Raimo: fascisti vittimisti, non è censura. “A me sembra sbagliato parlare di censura. Il libro è disponibile nelle librerie, sui canali in cui si può vendere normalmente. Fb è un interlocutore privato che risponde a logiche autonome e a me sembra strano che Di Stefano rivendichi lo squadrismo e l’antidemocrazia nei suoi libri e nelle cose che dice e poi si inalberi perché a qualcun altro non piacciono le sue idee o vuole difendere uno spazio di discussione democratico”. Così lo scrittore Christian Raimo, che lo scorso anno si dimise da consulente del Salone del Libro proprio nell’ambito delle polemiche scoppiate per la presenza alla kermesse di Altaforte, commenta all’Adnkronos la denuncia della casa editrice ‘sovranista. “E’ chiaro che una delle cose più facili che vengono da fare ai fascisti è fare vittimismo alternato all’esibizione di una violenza, spesso anche agita e spesso anche dichiarata”, sottolinea.    

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