Data ultima modifica: 20 Agosto 2020

La Procura di Potenza ha chiesto il giudizio immediato con l’accusa di tentata concussione per l’ex procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capristo, arrestato il 19 maggio in un’inchiesta in cui è coinvolto in concorso con altre quattro persone con l’accusa di aver fatto pressioni a un pm.  La prima udienza dibattimentale è stata fissata al 12 ottobre davanti al Tribunale di Potenza. Stessa richiesta per i tre imprenditori baresi Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. L’accusa iniziale era di induzione indebita a dare o promettere utilità, riqualificata in tentata corruzione dal tribunale del Riesame di Potenza. Le parti offese sono i sostituti procuratori Silvia Curione e Lamberto Marazia, in servizio a Trani e Taranto al momento dei fatti contestati (ora sono entrambi a Bari).  Ha richiesto il patteggiamento l’ispettore di polizia Michele Scivittaro, altro indagato nell’inchiesta della Procura di Potenza, con richiesta di pena di un anno e dieci mesi su cui la parola passerà nelle prossime settimane al gip di Potenza. Secondo l’accusa, in concorso, i cinque avrebbero operato per indurre il pm Curione a procedere in sede penale, senza che ne ricorressero i presupposti, contro una persona denunciata per usura dagli imprenditori.  A Capristo vengono contestati pure i reati di falso in atto pubblico e truffa aggravata, in concorso con Scivittaro, per presunte false attestazioni in cui l’ispettore risultava in servizio mentre invece era impegnato in altre attività. Come reso noto dalla Procura di Potenza, diretta dal procuratore capo Francesco Curcio, in questo modo si chiude ”un primo filone investigativo”. 

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