Data ultima modifica: 27 Ottobre 2020

Tensione a Milano, Torino e Napoli nel corso dei cortei contro le misure anti-Covid.  MILANO – Nella metropoli lombarda circa un centinaio di manifestanti al grido di ‘libertà libertà’ e ‘vogliamo i soldi’ hanno sfilato lungo corso Buenos Aires dove hanno esploso dei petardi e, a quanto si apprende, hanno lanciato una molotov contro un’auto dei vigili urbani, che però non è stata presa. Dopo essersi diretti verso Porta Venezia, ora stanno arrivando in piazza della Repubblica. I manifestanti hanno tentato anche un assalto, sventato dalle forze dell’ordine, sotto la sede della Regione Lombardia. Dopo aver lanciato i fumogeni hanno sfondato diverse transenne, rovesciato i cassonetti e staccato alcuni spartitraffico provvisori.  Sono 15 le persone portate in Questura per accertamenti dopo gli scontri di lunedì sera a Milano. Nel corso dei disordini un poliziotto è rimasto contuso: gli avrebbero lanciato contro un casco.  “Io lavoro e mi faccio il c…, voi fate schifo” ha reagito, così, un manifestante fermato dalla polizia in via Benedetto Marcello, zona Buenos Aires, a Milano. Durante gli scontri, i manifestanti hanno messo a ferro e fuoco le vie del centro danneggiando dehors e monopattini, oltre a lanciare pietre, petardi e bottiglie di vetro. Momenti di alta tensione si sono verificati vicino alla sede della Regione Lombardia, in via Melchiorre Gioia, dove i manifestanti, alcuni armati di catene hanno alimentato la protesta, mentre i poliziotti hanno risposto lanciando fumogeni. L’obiettivo dei manifestanti era muoversi compatti contro la Regione Lombardia. Un assalto sventato con fermezza dalle forze di polizia e dal servizio messo in piedi dalla questura, a difesa dei vari ingressi del Palazzo della Regione, e che ha portato gli agenti a lanciare alcuni lacrimogeni contro i manifestanti. Durante le protesta, nonostante la tensione fosse altissima, non si sono mai registrati momenti di contatto vero e proprio tra gli agenti e i manifestanti. TORINO – Lancio di bottiglie, petardi e fumogeni anche in piazza Castello a Torino. Due poliziotti e un fotoreporter sono rimasti feriti. Quest’ultimo è stato colpito con una bottiglia alla testa dai manifestanti. Non si conoscono le sue generalità. Sette arresti e due denunce per i violenti scontri nei dintorni di piazza Castello nell’ambito delle proteste contro il nuovo Dpcm sull’emergenza Covid. A quanto si apprende da fonti della questura, si tratterebbe di soggetti tutti pregiudicati: nessuno di loro peraltro gestirebbe un’attività commerciale o un esercizio pubblico. Gli verrà contestato il reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento e danno di oggetto. Al vaglio della Digos, invece, la posizione per l’ipotesi di devastazione. Saccheggiati diversi negozi, anche di lusso, in via Roma. In via Accademia, nei pressi di Piazza Carignano, sono stati sradicati tutti i dehor, e la strada è un tappeto di cocci.  A piazza Castello, nei pressi del Teatro Regio, si scorge un piccolo falò: tra le fiamme si vedono bruciare un monopattino e alcune assi di legno. Ferito un fotoreporter con una bottiglia alla testa, lanciata dai manifestanti. L’uomo, di cui non si conoscono nel generalità, è stato portato via da un’ambulanza.  Al grido di ‘libertà, libertà, il virus non esiste, svegliatevi’, i manifestanti radunatisi sotto il palazzo della Regione, presidiato dalle forze dell’ordine, hanno cominciato una rumorosa protesta. All’angolo di via Roma c’è stata una lieve carica di alleggerimento, senza contatto, che ha respinto la folla. La protesta, intanto, da piazza Castello si è spostata in via Roma, dove sono state sfondate alcune vetrine con le pietre raccolte da un cantiere posizionato lungo la via. Divelti anche numerosi cassonetti della spazzatura. Ai lanci di bottiglie e bombe carta le forze dell’ordine hanno risposto con i lacrimogeni.  Tra i negozi devastati e saccheggiati dalle frange violente di manifestanti oggi in piazza a Torino anche Gucci, dove, dopo aver distrutto la vetrina, erano stati portati via diversi capi di abbigliamento. La polizia è riuscita però a recuperare per intero la refurtiva: l’ha trovata nei due borsoni che portavano con sé due nordafricani bloccati dalla volante. NAPOLI – A Napoli la manifestazione di piazza Plebiscito, oltre un migliaio di partecipanti, è diventata un sit in con comizio improvvisato sotto la sede della regione Campania, raggiunta al termine di un corteo. A intervenire vari rappresentanti di settori e categorie, colpiti dalle chiusure e dalle restrizioni anti-Covid, previste dall’ultimo Dpcm e dalle recenti ordinanze nella Regione Campania. In piazza rappresentanti del settore della ristorazione, barman, ma anche del mondo dell’animazione e intrattenimento, precari dello spettacolo, piccoli artigiani. ‘Ribellati al Dpcm’, ‘De Luca dimettiti’, ‘Sono un lavoratore a nero, esisto anche io’ recitano alcuni cartelli. La manifestazione è pacifica e al momento non si registrano tensioni. La piazza è presidiata dalle forze dell’ordine. Sulle transenne del cantiere della metropolitana in piazza sono stati affissi diversi striscioni: ‘La salute è la prima cosa, ma senza soldi non si cantano messe’, ‘Tu ci chiudi tu ci paghi’, ‘Per gestire l’emergenza subito reddito per tutte/i’ e uno striscione a firma ‘Ristoratori esauriti’.  C’era anche l’ex generale Antonio Pappalardo, animatore del movimento dei cosiddetti ‘gilet arancioni’. C’è stato anche un gesto distensivo di una manifestante che ha offerto un palloncino colorato a un poliziotto. L’agente lo ha preso e ha sorriso.  Napoli, tensione al corteo contro le chiusure  TRIESTE – Titolari di ristoranti, bar, palestre e piscine si sono riuniti lunedì sera in piazza dell’Unità a Trieste per protestare pacificamente contro il nuovo Dpcm. “Il manifestare pacifico di queste persone è stato interrotto da un piccolo numero, un gruppetto di manifestanti che hanno lanciato dei fumogeni”, ha detto all’Adnkronos Massimiliano Fedriga, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia sceso in piazza con gli imprenditori. “Nulla di drammatico – ha sottolineato Fedriga – ma è necessario tutelare le migliaia di persone che stavano manifestando pacificamente per dar voce alle loro ragioni, da quei pochi, da un piccolo numero di persone che non devono poter tramutare la protesta in qualcosa di sbagliato e danneggiare invece chi protesta per il proprio disagio”. “La forza di queste manifestazioni – ha concluso Fedriga – è quella di essere rispettose delle regole, rispetto necessario per farsi ascoltare, per far ascoltare la voce di rischia di perdere il lavoro e la propria attività”.    

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