Data ultima modifica: 29 Marzo 2022

(Adnkronos) – “Non lo sa nessuno questa quarta dose” di vaccino anti-Covid “che impatto può avere” in termini di aumento della protezione e se ha senso quindi lanciare una nuova campagna di immunizzazione più allargata. “E’ troppo presto perché l’Ue possa dare una posizione univoca al riguardo”. Lo dice all’Adnkronos Salute Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, nel giorno in cui gli Usa hanno dato il via libera al secondo booster per gli over 50 e alcuni gruppi di immunocompromessi, e il ministro della Salute Roberto Speranza chiede all’Ue che si lavori per avere una posizione unitaria su tempi e fasce d’età a cui somministrare il nuovo richiamo, arrivando in tempi stretti a una proposta basata sull’evidenza scientifica.  Per Crisanti è proprio questo il punto, i dati. L’esperto ha più volte evidenziato che ci sono ancora incognite da sciogliere sulla quarta dose. Negli Usa si è dunque corso troppo? “Io dico solo una cosa: se prendiamo una decisione così affrettata – avverte Crisanti – facciamo proprio un regalo a Pfizer e alle altre aziende”.  “Va benissimo che si continuino a isolare” le persone positive a Covid-19. Anche dopo l’entrata in vigore, il primo aprile, delle nuove regole che guideranno gli italiani nell’era che si apre con la fine dello stato d’emergenza. Ne è convinto Crisanti, che sottolinea: “E’ anche questo un modo per proteggere i vulnerabili dal contagio. E quindi in questo senso è giusto continuare su questa linea”, maggiormente orientata alla prudenza rispetto a quanto annunciato da altri Paesi più determinati nel procedere verso lo stop all’isolamento obbligatorio dei casi Covid.  Bene dunque, secondo il pensiero dell’esperto, ha fatto il ministero della Salute nei giorni scorsi a precisare che sull’isolamento dei contagiati da Sars-CoV-2 varrà quanto previsto dalla circolare ministeriale del 4 febbraio scorso: i positivi dovranno aspettare 7 giorni (10 se non vaccinati) prima di fare un tampone, test che dovrà essere negativo per poter porre fine alla quarantena. “Sicuramente io penso che sia meglio che i positivi stiano a casa”, non ha dubbi Crisanti.  

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