Data ultima modifica: 11 Settembre 2020

Confermata la condanna a sei anni di carcere per Antonio Casamonica per l’aggressione avvenuta ad aprile 2018 al Roxy bar, alla Romanina, periferia della Capitale. I giudici della Quinta sezione della Cassazione hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Casamonica. Il pg nell’udienza di ieri aveva chiesto che venisse dichiarato inammissibile. Nel novembre dello scorso anno Antonio Casamonica, difeso dagli avvocati Giovanni Aricò e Giuseppe Cincioni, era stato condannato in Appello a 6 anni di carcere con il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso per le violenze messe in atto contro il titolare del bar e una giovane disabile. In primo grado Casamonica era stato condannato, invece, a 7 anni. A luglio i giudici della Seconda sezione penale della Cassazione avevano confermato le condanne per gli altri imputati Alfredo Di Silvio a 4 anni e 10 mesi e per il nonno Enrico 3 anni e 2 mesi. La ”pretesa di essere serviti prima degli altri avventori”, ”la cieca, gratuita, selvaggia violenza con la quale si era inteso punire la donna (presa brutalmente a cinghiate, calci e schiaffeggiata) che aveva osato contraddirli, così come ”l’affermazione che in zona ‘comannavano’ loro” erano alcune delle motivazioni con cui i supremi giudici della Seconda sezione avevano reso definitive le pene. RAGGI – “Cassazione ha confermato la condanna per Antonio Casamonica per il raid al Roxy Bar di Anagnina. Una vittoria di tutti i cittadini e di chi, come Roxana Roman, con coraggio denuncia violenze e prepotenze della criminalità. Noi non abbassiamo lo sguardo. Andiamo avanti a testa alta”. Lo scrive su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.  

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