Data ultima modifica: 9 Febbraio 2021

La realtà virtuale al servizio della salute. Un team di ricercatori del Politecnico di Milano ha dimostrato, per la prima volta, che è possibile usare i sensori – accelerometri e giroscopi – contenuti in un visore di realtà virtuale
per poter misurare senza ulteriori periferiche, o wearables, parametri vitali come la frequenza cardiaca e respiratoria. Questo, spiegano i ricercatori del Politecnico di Milano, “grazie alla misurazione dei micromovimenti della testa, generati ad ogni battito cardiaco dalla perfusione cerebrale, non visibili ad occhio nudo ma percepibili dalla strumentazione, e attraverso i movimenti indotti dalla attività respiratoria misurabili anche a livello della testa”. 
Lo studio, svolto in collaborazione con Softcare Studios – startup
innovativa italiana impegnata nello sviluppo di scenari di realtà virtuale per applicazioni medicali – è stato recentemente pubblicato su Sensors, la principale rivista internazionale ad accesso aperto, peer-reviewed, sulla scienza e la tecnologia di sensori e biosensori.  
Il protocollo sperimentale prevedeva per ogni soggetto l’acquisizione in diverse posture (seduto, in piedi e sdraiato), a respiro spontaneo o controllato (a diverse frequenze respiratorie note), mentre veniva indossato il visore di realtà virtuale, in cui veniva proiettato uno scenario neutro, e la contemporanea registrazione di un elettrocardiogramma come “gold standard”.  
“Elaborando questo segnale in modo opportuno, è stato dimostrato come si possano ottenere misure sulla frequenza cardiaca e respiratoria, che
in prospettiva futura
potrebbero essere usati per
ottenere informazioni sullo stato di attivazione del sistema nervoso sulla frequenza cardiaca, legato al livello di stress o di rilassamento indotto durante l’esperienza di realtà virtuale” spiega il Professor Enrico Caiani (Take Care Lab) del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. 
Il risultato raggiunto al Politecnico di Milano apre nuove prospettive e possibilità di utilizzo dei visori di realtà virtuale con la possibilità di misurare, senza sensori aggiuntivi, parametri vitali e facilitandone l’impiego fuori da un contesto di laboratorio. Secondo i ricercatori, dal visore si potrà così misurare come il soggetto reagisce agli stimoli indotti, con la possibilità di cambiare in tempo reale l’esperienza virtuale in funzione degli obiettivi da raggiungere. 

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