Data ultima modifica: 7 Gennaio 2021

Dopo aver apportato le ultime limature, la nuova bozza del Recovery plan è stata inviata alle forze di maggioranza. E’ quanto si apprende da fonti di governo. Il documento con le linee di indirizzo per il piano nazionale di ripresa e resilienza non affronta il nodo della governance, uno dei punti che più ha creato tensioni e fibrillazioni nel governo. Nel testo, di appena 13 pagine oltre alle tabelle con i nuovi saldi, sul punto della cabina di regia è scritto solo che “la presentazione del PNRR necessiterà di una più precisa definizione delle riforme e delle strategie di settore connesse al Piano e di ulteriori passaggi politico-amministrativi che consentano di finalizzare le progettualità e le tempistiche previste, attraverso l’individuazione dei soggetti responsabili, delle attività da compiere e delle modalità operative di lavoro e di coordinamento delle amministrazioni e degli attori istituzionali a vario titolo coinvolti”. Sale a 222,03 il saldo della nuova bozza del piano di resilienza visionato dall’Adnkronos. Le risorse per la salute, oggetto di scontro nelle ultime settimane, passano da 9 a 19,72 miliardi. La fetta più cospicua della torta va al capitolo ‘rivoluzione verde e transazione ecologica’, cui spettano 68,94 miliardi. Seguono gli investimenti per la ‘digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura’: 45,86 miliardi. Alle infrastrutture andranno 31,98 miliardi, all’Istruzione e alla ricerca 27,91, mentre all’inclusione e alla coesione 19,72 miliardi. “Avvertenza. Il presente documento costituisce una sintesi delle attività di rielaborazione della bozza di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). È il risultato del lavoro svolto dal Governo nel confronto con le forze politiche di maggioranza, che si è intensificato nelle ultime settimane anche attraverso l’elaborazione di osservazioni e proposte di modifica alle bozze di lavoro preliminari”, si legge nel documento con le linee di indirizzo per la bozza da sottoporre al Cdm. “È un documento di lavoro interno al Governo, per favorire il raggiungimento dell’accordo politico sulle modifiche alla bozza di PNRR. Lo sforzo compiuto è di rendere più chiara, alla luce delle novità intervenute, la visione d’insieme della strategia di investimenti e riforme del Piano”.  “La bozza di PNRR sarà poi analizzata nel prossimo Consiglio dei Ministri e costituirà la base di discussione per il confronto con il Parlamento, le Istituzioni regionali e locali, le forze economiche e sociali, il Terzo Settore e le reti di cittadinanza, ai fini dell’adozione definitiva del Piano ‘Next Generation Italia’. La presentazione del PNRR necessiterà di una più precisa definizione delle riforme e delle strategie di settore connesse al Piano e di ulteriori passaggi politico-amministrativi che consentano di finalizzare le progettualità e le tempistiche previste, attraverso l’individuazione dei soggetti responsabili, delle attività da compiere e delle modalità operative di lavoro e di coordinamento delle amministrazioni e degli attori istituzionali a vario titolo coinvolti”. “La ripartizione tra progetti in essere e nuovi progetti – si legge ancora nel documento di sintesi di 13 pagine – tiene conto della sostenibilità del quadro di finanza pubblica. Sulle nuove generazioni infatti non deve gravare l’onere di un eccessivo indebitamento. I giovani devono essere i principali beneficiari degli effetti e dei risultati attesi dalla realizzazione del Piano”.  Un balzo in avanti di oltre 10 miliardi, dai 9 previsti nella bozza iniziale a 19,7 miliardi dell’ultimo testo. Il Recovery plan a cui lavora il governo rimpingua i fondi per il Sistema sanitario nazionale, destinando 7,9 miliardi -di cui 400 milioni proveniente dal ReactEu- all”Assistenza di prossimità e telemedicina’, e 11,8 miliardi (1,3 di ReactEu) al capitolo ‘Innovazione dell’assistenza sanitaria’. “La prima componente, ‘Assistenza di prossimità e telemedicina’, incrementata di quasi tre miliardi – si legge nel testo di sintesi inviato alle forze di maggioranza – è finalizzata a potenziare e riorientare il Ssn verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria; a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza – ‘LEA’; a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale, migliorando la capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali. Si vuole anche sviluppare un modello di sanità pubblica ecologica e un sistema di sorveglianza della sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, in grado di preservare la salute dei cittadini a partire dalla salute dell’ambiente mitigando l’impatto dei fattori inquinanti. Lo stanziamento totale per questa componente è di 7,5 miliardi, a cui si aggiungono 400 milioni di ReactEu”.  “La seconda componente, ‘Innovazione dell’assistenza sanitaria’, anch’essa significativamente potenziata – si legge ancora nel documento – è finalizzata a promuovere la diffusione di strumenti e attività di telemedicina, a rafforzare i sistemi informativi sanitari e gli strumenti digitali a tutti i livelli del SSN, a partire dalla diffusione ancora limitata e disomogenea della cartella clinica elettronica”.  “Rilevanti investimenti sono quindi destinati all’ammodernamento delle apparecchiature e a realizzare ospedali sicuri, tecnologici, digitali e sostenibili, anche al fine di diffondere strumenti e attività di telemedicina. Lo stanziamento totale di questa componente è di 10,5 miliardi, a cui si aggiungono 1,3 miliardi di ReactEu”.   

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