Data ultima modifica: 4 Ottobre 2020

In Lombardia “dove è circolato tanto in passato a me sembra che il virus circoli molto meno e con effetti diversi. C’è una buona dose di immunità diffusa, anche se non possiamo assolutamente considerarla di gregge”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, spiegando perché in Lombardia il ritmo dei contagi è più contenuto che in altre regioni. Quanto alla maggiore prudenza della gente del Nord che ha vissuto più di altri italiani l’incubo della pandemia, “c’è una differenza nei numeri che non può essere spiegata solo dall’elemento psicologico – dice Remuzzi – Però è chiaro che l’attenzione e il rispetto dei comportamenti individuali in questa fase è decisiva. È il motivo per cui in Francia non sono riusciti a contenere i numeri”. Secondo il direttore dell’Istituto Negri, gran parte della partita contro il Covid la decidono gli asintomatici che “non sono tutti uguali. Ci sono quelli che trasmettono la malattia, ma anche quelli che non sono contagiosi. O quelli che hanno bassa carica virale”, osserva Remuzzi, che sull’andamento dei contagi al Centrosud chiarisce: “L’evoluzione è meno favorevole, ma il sistema sanitario si dimostrerà pronto. Chi ha avuto più circolazione del virus ora è più protetto: si tratta di avere pazienza e mi auguro che sia così fra un paio di mesi anche nel resto d’Italia”. Spaventano i 2.844 positivi di ieri? “Credo che non si debba ragionare sui casi di giornata. Molto spesso dipendono dall’aumento di tamponi che si fanno. Più cerchi, più trovi casi, dato che il virus comunque circola in una società tornata aperta. Dobbiamo tenere gli occhi spalancati sull’andamento dei ricoveri”.  

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