Data ultima modifica: 15 Dicembre 2020

”Non farò il ministro. Non mi metto a fare tutto questo caos per diventare ministro. Punto, finita qui la discussione”. Lo ha assicurato Matteo Renzi, ospite di ‘Cartabianca’. “Non siamo qui per la poltrona. Non siamo in condizione di stare” al governo ”a tutti i costi. Se i collaboratori zelanti del premier Conte continuano a far uscire sui media” che noi ”siamo disposti a stare lì”, a palazzo Chigi, “per una poltrona, noi giovedì andiamo a dire al presidente del Consiglio con gentilezza che bisogna dare dei messaggi chiari”, come ”prendere il Mes per la sanità”. Governo può cadere in piena pandemia? ”Tutto è possibile, spero che non accada. Non lavoriamo per il rimpasto” taglia corto. “Abbiamo fatto nascere questo governo contro Salvini che chiedeva al mare, in mutande, pieni poteri… I pieni poteri vanno male sempre e non è che se si chiedono in giacca e pochette, va bene…”. COVID E LOCKDOWN – “Quello che decide il presidente del Consiglio, io lo faccio, ma una cosa vi chiedo: decidete” dice Matteo Renzi rispondendo a chi gli chiede cosa farà se il premier Giuseppe Conte dovesse decidere un nuovo lockdown totale.  RECOVERY – “Nel piano ci sono 3 miliardi per il turismo, la Germania ne ha messi 35… Io sono a favore della parità di genere, le donne erano la metà nel mio governo, ma nel piano ci sono 18 miliardi sulla parità di genere…voglio sapere chi è quel genio che si è svegliato la mattina e ha messo 18 miliardi sulla parità di genere e solo 9 sulla sanità?”. Critiche anche sulla ‘cabina di regia’, proposta dal premier Conte per il Recovery Fund. ”Mettere 300 consulenti scelti magari tra gli amici degli amici non è proprio il massimo…”. ‘E’ normale che Conte la riveda”, avverte il leader di Iv.  SERVIZI SEGRETI – Renzi torna a criticare il premier Giuseppe Conte sulla delega ai servizi segreti. Il premier Conte ha tenuto per se la delega ma ”questa cosa va cambiata”, dice Renzi. ”I servizi segreti sono di tutti…”. Su questi temi, “i presidenti del consiglio si fanno aiutare da una persona che ha una forza istituzionale”, sottolinea Renzi, ricordando il caso di Marco Minniti nel suo governo o di Gianni Letta in quelli di Silvio Berlusconi. L’INTERVISTA A EL PAIS – “Non è Bonafede che decide le mie interviste, siamo in democrazia”. Matteo Renzi a Cartabianca replica così alla domanda sulle critiche del guardasigilli Alfonso Bonafede all’intervista che il leader di Iv ha dato a El Pais nel giorno del vertice europeo. 

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