Data ultima modifica: 4 Ottobre 2020

“Se qualcuno vuole tornare nel Pd, per garantirsi un seggio sicuro, gli dico vai pure. Perché se fa una scelta del genere significa che ha un’idea di politica diversa dalla mia”, ma “la strada oggi è lavorare insieme, per fare le scelte giuste in risposta alla crisi”. Lo dice in un’intervista a ‘la Repubblica’ il leader di Iv, Matteo Renzi, sottolineando che “abbiamo bisogno di fare un viaggio per due anni e mezzo nella stessa carrozza, dico ‘organizziamoci’. Perché gli altri staccherebbero dalla locomotiva europea il vagone italiano. È il momento di mettere da parte le ripicche ed essere patrioti. Chi dice no, diserta”. “Conte non è in discussione. Il tavolo per decidere che fare è un dovere morale verso il Paese. Decidere chi deve fare quelle cose, rafforzando eventualmente la squadra, è conseguenza, non premessa, del tavolo politico. La questione riguarda soprattutto la leadership del Pd. Se il segretario Zingaretti accettasse di entrare al governo la maggioranza sarebbe più forte”, continua quindi il leader di Italia Viva parlando del governo e ipotizzando eventualmente l’ingresso nell’esecutivo del “vicesegretario Orlando”. “La crisi economica dovuta al Covid durerà ancora minimo un anno” dice Matteo Renzi. Per questo, “o la politica si muove, o arrivano i tecnici”. “Mettiamoci attorno a un tavolo – propone il leader di Italia Viva – in un eremo o a Palazzo Chigi, non importa. Purché alla fine di lì si esca con le scelte finali su lavoro, Mes, Autostrade, Ilva, Recovery Fund, legge elettorale, infrastrutture. E quel patto poi si scolpisca nella pietra”. E aggiunge: “Non possiamo andare avanti di emergenza in emergenza solo contro Salvini. O si fa il salto di qualità ora, o mai più”. Quanto al tavolo, scandisce Renzi, “ci servirà anche per l’individuazione del candidato presidente della Repubblica tra 15 mesi: serve un europeista, non un sovranista. E a spendere bene i 100 miliardi netti del Recovery”.  

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