Data ultima modifica: 8 Febbraio 2022

(Adnkronos) – “Io sono contento di andare in Procura. Ma ci va in Procura anche chi ha diffuso dossier falsi su di me o lettere anonime? Questa la domanda. In ogni caso i miei messaggi non erano di minaccia, ma di sdegno perché era stata lesa la mia dignità e delle persone che mi vogliono bene e di chi lavora con me. E comunque il mio a Ruggieri non era il messaggio del vigilato al vigilante, ma di un uomo a un altro uomo”. Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, commenta così con l’Adnkronos l’intervento del parlamentare azzurro Anrea Ruggieri in commissione di Vigilanza Rai, precisando inoltre che “è falso che non Ruggieri mi conosce come afferma. Ci siamo presi un caffè 20 giorni prima dell’episodio, quando mi ha fatto anche i complimenti pubblicamente davanti a testimoni. Fai una trasmissione pazzesca’, mi ha detto” “Se, come dice Ruggieri, sul caso della lettera anonima contro di me lui voleva difendermi, perché non l’ha cestinata come hanno tanti altri? Mi chiedo – dice Ranucci – Quanto al resto io non ho mai detto che ho 78mila dossier, ma parlavo di segnalazioni. E’ vero che ci arrivano dossier anonimi, ma io li ho sempre cestinati. Nessuna centrale di dossieraggio a Report. E poi 78mila dossier anonimi forse ce li aveva Pio Pompa (collaboratore dell’allora direttore del Sismi Nicolò Pollari, ndr). E poi io non ho mai fatto i nomi che Ruggieri ha citato in sua autonomia in audizione (il riferimento è ai nomi di Travaglio e Minzolini citati da Ruggieri in commissione di Vigilanza oggi, ndr)”. Un’ulteriore osservazione di Ranucci su un altro punto posto all’attenzione della bicamerale oggi da parte di Ruggeri: “Sì, è vero che ho detto che il suo capo è il top player del bullismo sessuale, ma bisogna leggere il contesto. E’ stato il parlamentare Ruggieri a dirmi che, avendo io un ruolo pubblico, è giusto che ci sia attenzione verso i miei atteggiamenti di bullismo sessuale (come ha detto in Commissione di Vigilanza), facendo riferimento alla email anonima contro di me, allora io gli ho replicato che è tanto sensibile al bullismo sessuale proprio lui che ha come capo il leader mondiale del bullismo sessuale. Insomma lui per primo mi ha accusato di bullismo sessuale – rimarca Ranucci – E ha usato questa espressione in Vigilanza riferendosi a me. Io ho mantenuto il tema dicendo anche che il suo capo ha avuto un ruolo pubblico e certi comportamenti. L’audit su di me, invece, ha accertato che io non sono un bullo sessuale”. 
LA REPLICA DI RUGGIERI- “La difesa di Ranucci è patetica. Più che scambio da uomo a uomo, direi che è quello da bambino prepotente a uomo. Ha scritto a me in quanto parlamentare di vigilanza, lui in quanto conduttore e vicedirettore, per una cosa accaduta in vigilanza il giorno prima. Si fosse scusato nei giorni successivi, avrei capito lo sfogo e lasciato stare. Ma invece credo che abbia illustrato il suo metodo di lavoro. Infimo, peraltro”. Cosi Andrea Ruggieri, parlamentare azzurro, che all’Adnkronos replica alle parole di Sigfrido Ranucci.  “Nomi e cognomi, espressioni denigratorie, locuzioni come ‘dossier’: è tutto nero su bianco, nei messaggi, a disposizione della Vigilanza e della Rai, che rivelano pregiudizio politico, settarismo, squadrismo e eccessiva disinvoltura. Purtroppo con me casca male: la mia vita è sotto gli occhi di tutti e non è ricattabile. Ma vale per tutti? E non faccia la vittima – chiosa Ruggieri – io sono solo un parlamentare, che peraltro non lo ha mai accusato di nulla, anzi. Lui un conduttore potente che usa una trasmissione importante come e contro chi vuole”. 
MINZOLINI INTENZIONATO A QUERELARE SU VICENDA RANUCCI-RUGGIERI – Il direttore del ‘Giornale’ Augusto Minzolini è intenzionato a procedere con le querele dopo essere stato tirato in ballo nello scambio di messaggi infuocati su whatsapp tra il conduttore di ‘Report’, Sigfrido Ranucci, e il parlamentare di Forza Italia, Andrea Ruggieri. A quanto apprende l’Adnkronos, infatti, Minzolini domani dovrebbe pubblicare un fondo sul ‘Giornale’ in cui affronterà il tema e annuncerà di passare alle vie legali.  

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