Data ultima modifica: 7 Febbraio 2011


(foto di Toiati, dal Messaggero.it)
Ciampino, 7 febbraio 2011
Il Comune di Ciampino, a riguardo del rogo al campo Rom che sulla via Appia Nuova ha causato la morte di 4 bambini, risponde alle accuse rivolte dal Sindaco di Roma Alemanno.

E' incredibile come, ad un anno e mezzo dall'annuncio dell'avvio del Piano Nomadi che avrebbe dovuto chiudere 100 campi abusivi e creare 13 villaggi di solidarietà entro pochi mesi, il Sindaco di Roma neghi il fallimento del piano stesso dando colpa di ciò alla burocrazia. Evidentemente Alemanno ha uno strano concetto delle istituzioni, visto che il Comune di Ciampino ha l'unica colpa di aver chiesto l'accesso agli atti amministrativi, sia del piano sia degli interventi annunciati per il raddoppio del più abusivo di tutti i campi rom, ovvero quello de La Barbuta posto all'ingresso della nostra città.

Non accettiamo che la morte di 4 bimbi possa essere strumentalizzata per giustificare i ritardi e gli errori del Piano Nomadi che, anziché cercare l'integrazione delle popolazioni rom, mette in piedi un'idea di sicurezza che si è dimostrata finora solo quella di chiuderli in dei lager ai margini della città.

Se finora il raddoppio del campo con la costruzione del nuovo maxi ghetto non è stata possibile è perchè evidentemente avevamo ed abbiamo ragione a sostenere che non ci può essere integrazione costringendo i rom ad abitare in un area abusiva appena fuori dal Raccordo Anulare, di fronte la pista di decollo e atterraggio dell'Aeroporto e sopra una falda acquifera.

Il Comune di Ciampino tiene a precisare di aver soltanto formulato una richiesta di accesso agli atti amministrativi e, di fronte ai dinieghi del Comune di Roma, del Prefetto e del Ministro degli Interni, di essere stato costretto ad avanzare dei ricorsi al Tar. Il campo abusivo La Barbuta va chiuso immediatamente per trasferire i 350 rom in un'area in cui sia veramente possibile l'integrazione, prima che si verifichino altre tragedie.

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