Data ultima modifica: 8 Ottobre 2020

”Con questa cena si ricomincia là dove ci eravamo fermati…”. Paolo Romani era tra i commensali della cena organizzata ieri sera da Giovanni Toti e Mara Carfagna per provare a gettare le basi di un nuovo contenitore politico moderati di centrodestra, che vada oltre i confini di Forza Italia, e ‘copra’ a sinistra la Lega di Matteo Salvini, in prospettiva di una federazione che punti a governare il Paese. Per Romani, Forza Italia “è ormai un’esperienza declinata al passato”. L’ex ministro del governo Berlusconi e attuale senatore di ‘Cambiamo’ spiega il menu politico dell’incontro conviviale con 15 parlamentari rievocando l’estate del 2019, quando il Cav nominò il tandem Toti-Carfagna ai vertici di Fi con l’obiettivo di rivoluzionare il partito azzurro.  “Ricordo -dice Romani all’Adnkronos- quando Berlusconi nominò Toti e Carfagna nuovi coordinatori di Forza Italia con una certa fatica e poi procedette alla loro eliminazione in maniera molto frettolosa… Peccato che quella nomina era stata fatta per il rinnovamento del partito. E quindi, oggi ricominciamo da dove ci siamo fermati. Ovviamente, non essendo più la gran parte di noi in Forza Italia, puntiamo alla costruzione di un qualcosa che abbia un respiro molto più ampio”.  Dopo il flop di Fi in Campania e il risultato deludente in tutte le altre Regioni, Romani vede nero per il suo ex partito e guarda al futuro, ovvero alla realizzazione di un progetto più ampio, con Matteo Salvini candidato alla testa di una nuova coalizione di centrodestra, a patto che si tolga i panni di leader di partito per assumere quelli di leader nazionale.  Non a caso, raccontano, le dichiarazioni del presidente dei deputati leghisti Riccardo Molinari pro Toti-Carfagna sono state commentate favorevolmente in diretta durante la cena e interpretate come un’apertura della Lega. Se il Carroccio resta forza trainante, con un’area moderata a compensare l’ala sovranista della coalizione, Fi, per Romani, è destinata inevitabilmente ad esaurire la sua esperienza.  “Se vogliamo che questa area popolare, liberale e riformista abbia cittadinanza nell’attuale scenario politico -avverte il senatore di ‘Cambiamo’- è purtroppo obbligatorio considerare la straordinaria esperienza politica di Forza Italia un’esperienza ormai declinata al passato”.  

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