Data ultima modifica: 23 Gennaio 2021

Proteste in Russia a sostegno di Alexei Navalny, rivale numero uno di Vladimir Putin, e contro la repressione. Le proteste, annunciate sui social media, non hanno l’autorizzazione delle autorità che hanno promesso di usare le maniere forti. Sono già 863 le persone fermate, tra queste c’è anche la moglie Yulia Navalnaya, come denunciato dal giornalista dell’emittente radiofonica Echo Moskvy, Sergei Parkhomenko. Navalnaya è stata fatta salire su un furgoncino delle forze dell’ordine dopo che aveva segnalato la sua presenza alla manifestazione con un post su Instagram. In seguito Navalnaya ha confermato il suo fermo, con una foto a bordo del furgoncino.  Nelle ultime ore in commissariato sono stati trascinati collaboratori e sostenitori di Navalny, anche la sua portavoce, Kira Yarmysh, condannata a nove giorni di reclusione. Sono più di 15.000 le persone che hanno partecipato alle manifestazioni in Siberia e a Vladivostok. La protesta principale si tiene nel centro di Mosca, dove le autorità hanno ribadito che la polizia “garantirà il necessario ordine”. Dozhd, portale di notizie indipendente, ha diffuso immagini in cui si vedono persone che si erano riunite nella centralissima piazza Pushkin e che vengono fatte salire su furgoni. Un giornalista dell’agenzia Dpa sul posto ha confermato che nella zona c’è un importante dispiegamento di forze.
 

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